...Era questo lo slogan del Partito Democratico sulla ricevuta di pagamento dei due euro obbligatori per i non iscritti che volevano dare la preferenza sul prossimo segretario nazionale.
Ci ho riflettuto molto in questi giorni, nel poco tempo libero che ho avuto per potermi occupare di cose così lontane dalla realtà, dai cittadini e dal mio modo di vedere la politica, anni luce lontano rispetto all'inquadramento attuale del PD.
Vado o non vado: fortunatamente moltissimi di voi hanno condiviso questo dilemma, con ovvie ragioni per restarsene a casa e risparmiare i due euro.
"Sarà l'ennesima presa in giro?" "Votiamo per una cosa già decisa?" "Decidiamo il segretario di un partito che tanto poi non voteremo?". Immagino abbiano risuonato anche nelle vostre teste queste domande, e da persona che non vota PD da quando è nato (sostengo in pieno la semplicistica ma efficace tesi di Cacciari "IL PD E' UN ABORTO") mi sono chiesto insistentemente se veramente ne valesse la pena di metterci del proprio con un voto alle primarie.
Seguo la politica da quando ero alle elementari, quasi vent'anni, e l'ho vista peggiorare fino al baratro in cui siamo finiti oggi. Ho apprezzato molto il tentativo di Prodi di risollevare le sorti di un Paese massacrato dalla destra berlusconiana, ho imparato a conoscere il cinismo e la perfidia di D'Alema, ho visto nascere un Movimento finalmente alternativo al gioco partitico visto finora, ma questo non è bastato a farmi disinnamorare definitivamente della cosa pubblica o dare piena fiducia agli uni o agli altri protagonisti della disastrosa scena attuale, sono rimasto sempre nel limbo.
E' per questo che ogni volta in cui intravedo una possibilità di cambiamento mi metto in moto e con le mie possibilità cerco di contribuire ad attuarlo. Con pochissima convinzione, ma con molta più speranza, oggi ho deciso di votare per le primarie del Partito Democratico: due secondo me sono le possibilità di cambiamento...la prima è con Renzi, carismatico ed accattivante, ma anche tremendamente antipatico; la seconda è con Civati, l'outsider scomodo che non è mai stato dentro il partito in maniera composta, rispettando l'omertà richiesta dai piani alti, ma che si è distinto per il suo netto contrasto con le fallimentari dirigenze passate.
Ecco, forse già dal breve ritratto che faccio dei due auspicabili e possibili futuri segretari di partito, si capisce da che parte pende la mia bilancia.
In ogni caso, da non elettore del PD, ma da sempre vicino ai temi che dovrebbero riguardare la sinistra, spero che, anche se non dovesse vincere Civati (un epilogo quasi certo tra l'altro), ci sia in Renzi una scossa per tutto il partito, e tutti i protagonisti del disastro politico degli ultimi vent'anni vadano finalmente in pensione.
Concludendo.... "L'otto dicembre io voto perchè..." CIVATI LO MERITEREBBE, RENZI FORSE CE LA POTREBBE FARE...questa è l'unica spiegazione che riesco a darmi guardando lo slogan del PD.