Tra le altre cose poco trasparenti, il metodo vile utilizzato dal Museo per mandar via la nostra gestione prima della mostra con La Ragazza con l'orecchino di perla ha visto l'ingaggio a pagamento di alcuni investigatori privati a cui FRM in persona ha consegnato i nostri nomi e cognomi per far sì che ci spiassero.
Tutta la documentazione prodotta dall'agenzia investigativa per conto del "Chiarissimo Prof. Roversi Monaco" venne consegnata in Tribunale per una richiesta di sfratto il 31 Luglio 2013, esattamente negli stessi giorni in cui si stavano svolgendo gli abusi edilizi (lavori per circa un milione e mezzo di euro) all'interno dello stesso Palazzo Fava, ma questa è un'altra storia che affronterò in un momento successivo. Di contro, il Giudice chiamato ad esprimersi sulla richiesta di sfratto lo sospese e dichiarò la propria incompetenza perchè il contratto di affitto tra il Museo e il gestore del bar prevedeva l'arbitrato in caso di controversie e non il ricorso alla via giudiziaria (era forse una lite temeraria quella promossa da FRM? chi lo sa...).
Tornando allo sciopero dei dipendenti, di cui sono stato il portavoce, posso dire soltanto che dal 7 Gennaio 2014 per circa un mese la mia azienda ha tentato il mio isolamento e demansionamento (ero infatti il Responsabile del locale), forse nella speranza di liberarsi di me e farmi scoppiare i nervi, prima con un atteggiamento di indifferenza e scarsa considerazione, e poi con l'irrogazione di due contestazioni disciplinari (le prime mai ricevute dal sottoscritto) nel giro di sei giorni.
Il 7 Febbraio 2014, e cioè il giorno prima dell'inizio della fatidica mostra su Vermeer e Rembrandt, ci fu (con un accordo e un'indennità economica per la risoluzione anticipata del contratto di affitto di ramo d'azienda), guarda caso, il cambio di gestione tanto auspicato dal Museo in favore di Colazione da Bianca, con la prosecuzione dei rapporti di lavoro di tutti i dipendenti del Cafè Letterario, come previsto dall'articolo 2112 c.c., fuorchè di quello del sottoscritto. Dopo diversi tentativi di contatto con Colazione da Bianca, prima attraverso una richiesta cordiale del sottoscritto per proseguire il lavoro nel Cafè Letterario interrotto contro la mia volontà, e poi per mezzo dei miei legali (ho dovuto necessariamente rivolgermi a loro poichè Colazione da Bianca, nella sua risposta alla mia richiesta, ha dichiarato il falso sulla presa in carico dei miei colleghi), ho dovuto ricorrere al Tribunale per fargli riconoscere l'illegittimità del mio mancato trasferimento alle dipendenze di Colazione da Bianca e di conseguenza la nullità del licenziamento (discriminatorio?) intimatomi.
Il 4 Febbraio 2015 ci sarà, in Tribunale, la prima udienza della mia causa di lavoro per far riconoscere il diritto del dipendente del Cafè con più anzianità aziendale alla ricostituzione del rapporto di lavoro interrotto in spregio alla normativa inderogabile di legge.
Nel frattempo il Cafè Letterario Carracci Fava continua ad esser chiuso da Maggio scorso, il Museo ha sanato i lavori fatti abusivamente in funzione di quella mostra (e poco importa se prima delle sanatorie concesse dal Comune ci sono state delle denunce e c'è stato un mancato controllo e un tentativo di insabbiamento delle Forze dell'Ordine e della Soprintendenza), ed io sto recuperando pian piano la salute che ho rischiato di compromettere in questo lungo anno. Non posso non concludere la nota con: LUNGA VITA A ME!
ps: di seguito il link dell'articolo di Radio Città del Capo sul nostro Sciopero Bianco, l'articolo di Lorenza Pleuteri per Repubblica Bologna e l'articolo di Vittorio Monti sul Corriere della Sera.
http://www.radiocittadelcapo.it/archives/cafe-letterario-in-sciopero-bianco-aspettando-vermeer-130896/

