Finalmente sveglio dopo una lunga dormita a Roma, rifletto su quello che mi ha lasciato il lungo weekend bolognese, e trovo subito la colonna sonora adatta, a cui dedico il titolo del mio pensiero. L'autore è uno dei miei preferiti e la canzone sembra una sintesi di ciò che De Gregori ha trasmesso in tutta la sua discografia (mi dà infatti l'idea di ripercorrere tutti gli aspetti del suo malessere, da quelli personali, a quelli sentimentali, fino al disprezzo della società moderna).
Averla accostata ai miei momenti appena trascorsi è stato più che naturale: la trasferta in terra emiliana è stata un calderone di emozioni, paure, sorprese e certezze.
Ho rivisto tanti amici, ho avuto modo di girare, solo e pensieroso, in quel centro in cui "non si perde neanche un bambino", e non nego di aver provato una certa nostalgia.
Case degli amici, due torri, piazza Maggiore, Sala Borsa, Cavaticcio, Mercato di Mezzo, Santo Stefano, Cafè Letterario, Pratello, Giardini Margherita, Cassero, Questura, Procura, Tribunale, Polizia Postale e tanti altri luoghi sono i flash che mi tornano in mente dal momento in cui, ieri sera, sono salito sul treno diretto verso la Capitale.
Sebbene preferisca tenere per me le risate, i racconti, gli sfoghi e gli abbracci scambiati con le persone care, è giusto che vi aggiorni riguardo al Processo del Lavoro la cui prima udienza si è svolta ieri mattina di fronte ad un Giudice diverso rispetto a quello che fino al momento prima di entrare in aula avrebbe dovuto ascoltarci (dott.ssa Paola Pilla anzichè dott.ssa Maria Luisa Pugliese).
L'udienza è durata poco e si è svolta senza la presenza della legale rappresentante di una delle controparti (pare che il suo Avvocato, da come ha raccontato egli stesso al Giudice, non conoscendola personalmente, abbia provato a chiamarla fino al momento prima trovando sempre il telefono staccato o occupato, tant'è che abbiamo iniziato l'udienza lasciando la porta aperta, ma la signora non è arrivata...). Il dibattito ha avuto inizio con il rilievo, da parte di uno dei due Avvocati che mi seguono (che sono due donne e mi fa piacere rimarcarlo perchè per me è motivo d'orgoglio), del fatto che il Cafè Letterario ha riaperto in Febbraio 2015 con la stessa gestione che non ha permesso la prosecuzione della mia attività lavorativa. Entrambe le controparti (!!!) ne hanno preso atto; la cosa che mi ha colpito (ancora più !!!) è che l'Avvocato della società che gestisce attualmente il Cafè non fosse a conoscenza della sua riapertura.
In ogni caso, vista la richiesta da parte dell'attuale gestore del locale di chiamare in causa anche la proprietà del locale e del Museo, il Giudice ha rinviato l'udienza al 23 Settembre prossimo, alle ore 11, per dar modo anche alla terza controparte di costituirsi.
Per un po' me ne starò in silenzio su questa vicenda, anche perchè nel pomeriggio di ieri sono stato informato dalla Polizia Postale di essere indagato per diffamazione aggravata in seguito ad una querela sporta dal Professor Avvocato Presidente Magnifico Fabio Roversi Monaco, che chiede il sequestro del mio Profilo Facebook privato e ha già ottenuto la rimozione di due articoli del mio Blog ErgaOmnes, e cioè questo, che parlavano rispettivamente dello sciopero bianco fatto dai dipendenti del Cafè Letterario e delle dimissioni di una giornalista di Repubblica. Per me si chiama tentativo di censura, ma nel dubbio ascolto il consiglio di De Gregori, che dice che "ci vuole tempo e pazienza" per dimostrarlo.
Al di là del mio pensiero che tengo per me sul fatto che un personaggio pubblico di quasi 80 anni scenda a livelli così bassi (e cioè che si metta a querelare un ragazzo disoccupato di 28 anni che ha utilizzato Facebook ed il suo Blog come uniche armi per far sapere alle persone della sua illegittima espulsione dal locale in cui lavorava), vi chiedo cortesemente di non prestare il fianco, nè a lui nè ad altri, con insulti o cose simili nei commenti, perchè altrimenti non solo ci andate di mezzo voi, ma anche io. Vi chiedo allo stesso modo, però, di controllare ogni tanto che il mio profilo Facebook ci sia ancora perchè, se mai dovessero cancellarlo, sarebbe una cosa grave.
"Su questo pezzo di strada dove la notte è padrona
c'è sempre un orso che balla e una scimmia che suona
e poi c'è sempre uno stupido che si ferma a guardare
ma una canzone non basta e non basta saper cantare".