giovedì 27 ottobre 2016

LA FONDAZIONE CARISBO FA I CONTI IN TASCA A ROVERSI MONACO

La notizia su Repubblica di oggi 27 Ottobre 2016
Non vorrei essere nei panni di Fabio Roversi Monaco: qualcuno dalla Fondazione Carisbo, finalmente, oggi si è svegliato e gli ha chiesto di poter conoscere tutte le spese della società Museo della Città di Bologna. 

Ho già raccontato in più occasioni la mia battaglia lavorativa all'interno del Cafè Letterario di Palazzo Fava, ed anche le mie denunce, agli organi preposti, dei lavori abusivi per quasi due milioni di euro che Genus Bononiae ha fatto in occasione della mostra con La Ragazza con l'orecchino di Perla.
Sapete anche che per aver raccontato le mie vicende su un blog, l'ex rettore mi ha querelato per diffamazione aggravata.
Avevo cercato di informare, seppur un pubblico assai ristretto di persone, riguardo alle schifezze che ho visto nei miei anni da dipendente in uno dei rami d'azienda di Genus Bononiae (anni che spero possano continuare al termine della causa di lavoro attualmente in corso).
Mi sembrava giusto far presente che un'istituzione del genere non potesse comportarsi in quel modo e non potesse essere gestita come una srl a socio unico, il cui socio unico però, nei fatti, anziché essere la Fondazione Carisbo, è sempre stato Fabio Roversi Monaco, che ha sempre deciso tutto, dall'affare più grande fino alla spicciola gestione dei lavoratori.
Mi ero permesso di sottolineare come ci fossero stati, negli anni, repentini e misteriosi cambi di gestione nelle cooperative del personale addetto alle sale museali (con onerose indennità di risoluzione anticipata dei contratti), di come ci fosse un giro di lavoratori a partita iva anziché assunti (si chiama elusione fiscale), di come la Fondazione potesse permettere che l'ex rettore facesse spiare i dipendenti del bar in cui lavoravo da degli investigatori privati, di come il personale fosse stato dimezzato nel corso di questi anni con defenestramenti ufficiosi e ufficiali, di come potesse essere possibile aprire contenziosi su contenziosi (anche quando si sapeva di perdere), di come fosse possibile ogni anno chiudere i bilanci della Fondazione prima di chiudere quelli di Genus Bononiae, quando la prima era socio unico della seconda.
Mi metto a disposizione dei giornalisti, qualora lo volessero, per raccontare la mia piccola esperienza a Palazzo Fava e far consultare loro i vari documenti ai quali mi riferisco.
Pare, però, che Fabio Roversi Monaco debba rimanere alla Presidenza di Genus Bononiae finché morte non li separi, e quindi se la gestisce un po' come vuole.
Perché dargli torto: in fin dei conti si è costruito quella srl a sua immagine e somiglianza quando era Presidente della Fondazione Carisbo (forse per garantirsi una sistemazione dopo aver ricoperto tutte le cariche prestigiose della città?); come si può, oggi, osare chiedergli in che modo ha sperperato gran parte degli emolumenti che la Fondazione ha versato a Museo della Città, rinunciando magari a darli al Teatro Comunale e ad altre realtà cittadine indipendenti?
Ai posteri l'ardua sentenza...ma lancio una scommessa: per me Fabio Roversi Monaco sarà il primo e ultimo Presidente di Genus Bononiae.

Il Resto del Carlino di oggi 27 Ottobre 2016

Il Corriere di Bologna di oggi 27 Ottobre 2016

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