E' una di quelle sere in cui sono inspiegabilmente malinconico. Non mi capitava da molto; era tanto, troppo che non facevo pause di riflessione.
Il tempo passa, gli impegni aumentano, ma la stabilità tarda ad arrivare... mi mancano tantissime cose: i vecchi amici, le abitudini, le mie città. Pescara, Milano, Perugia: che bella l'Umbria, sono cinque anni che non torno nella regione verde d'Italia. Mi manca il calore di quella gente, mi mancano le bellissime passeggiate nei vicoli inesplorati, mi manca l'orto in centro città.
Corro, sono in affanno, ho bisogno di riposare e ragionare. Non posso al mattino progettare il mio futuro a Bologna, ed alla sera fantasticare un'avventura all'estero. Di notte sogno, penso ad un mondo migliore di quello che sta frenando il mio cammino, immagino di poter volare.
Di giorno stramazzo al suolo, boccheggio e fatico a compiere i miei doveri; ritengo di essere molto fortunato, sono fiero del mio presente e non lo butterei via in cambio di nulla. Forse è questo che mi rallenta, probabilmente la stabilità che ho cercato e temporaneamente ottenuto si scontra con il mio modo di vivere. Non sempre è produttivo trovare la dimensione che si vuole, può essere addirittura controproducente raggiungere il proprio obiettivo; il quiddam inexpletum che è in me sta prevalendo sulla ratio.
Eh già, parlare di razionalità con un pazzo ha del paradossale. Sì, perchè mi definisco pazzo, in virtù del più ampio significato del termine, con le sue accezioni negative e con gli sprizzi di positività che l'insanità mentale ispira.
E' sera, quasi notte, prevale la malinconia sulla capacità di sognare...ma qualcosa tra qualche minuto cambierà. Dormirò, rifletterò; sognerò l'isola che non c'è...
GIUGNO 2013
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