Tutto cominciò in quella fatidica giornata di aprile, in cui io, con l’entusiasmo alle stelle, arrivai a bologna per allenarmi con la prima squadra lgbt di pallacanestro d’italia, il Boga Basket. Venne a prendermi stefano, andammo nella palestra del Cusb e già due ore dopo capii da molte sensazioni che quell’avventura sarebbe continuata con grande intensità e sarebbe diventata oggetto di grandi soddisfazioni e grandi delusioni.
Un anno bellissimo, dalla magnifica avventura a Colonia, al campionato 2010/2011 conclusosi con il primo posto in regular season, l’appoggio della Virtus Pallacanestro Bologna a garanzia di una meritata sicurezza ed un’altrettanto meritata visibilità dovuta soprattutto a noi stessi e alle nostre qualità cestistiche che ci hanno visto asfaltare il campionato.
Purtroppo però ad un certo punto qualcosa si ruppe, la voglia di ritrovarsi insieme andava scemando ed il nervosismo diventava il pane quotidiano dei nostri allenamenti…
…E questa era solo l’anteprima…
Un’anteprima di una vita che dal primo luglio ha preso pianta stabile nella Dotta, dopo un via-vai-ritorna Milano-Bologna-Milano che è durato abbastanza da farmi pensare di trasferirmi qui, in Emilia Romagna, dopo quasi tre anni di permanenza in Lombardia. Ovvio, quello che era stato per lungo tempo il motivo primario del mio vagabondaggio, si è trasformato poi in un sur plus rispetto a qualcosa di molto più importante.
Ebbene sì, è capitato di nuovo nonostante quello che avrei potuto pensare in tempi passati: la freccia di Eros mi ha colpito ancora. Ed ha creato un vero e proprio scossone, come possono testimoniare le foto della mia povera automobile deceduta ed i resti dei miei acciacchi fisici. Il 23 ottobre 2010, ahimè, il mio cuore ha ricominciato a battere, finchè pochi mesi dopo, sempre lui, il cuore, ha partorito l’idea di abbandonare tutto ciò che in tre anni avevo costruito nella metropoli milanese, per credere in qualcosa di più grande, più bello e molto più appassionante e rischioso dell’abitudinaria routine metropolitana-lavoro-casa.
Salto volontariamente un lasso di tempo enorme che ha visto succedere un’infinità di cose, per approdare nel recentissimo inizio d’estate, coinciso con il mio effettivo trasferimento a Bologna. Se giugno è finito con i buoni propositi che il bel tempo regala, luglio è iniziato davvero in modo pessimo, con un posto di lavoro allucinante, a combattere contro la maleducazione delle prostitute e la scarsa conoscenza del reato di furto da parte dei rom.
Ad aggiungersi a questo quadretto niente male c’erano le ansie dei momenti liberi, quelli in cui giravo per trovare una casa, una casa che fosse stato per me non avrei mai cercato.
Ci son voluti 26 giorni, dal primo luglio, per raddrizzare la china: sì, perché proprio in quei giorni si son risolti due grandi problemi, la casa, ma soprattutto, il lavoro. Licenziato dall’Autogrill più malfamato di Bologna, e assunto nel Grand Hotel Majestic, di contro il più prestigioso Hotel dell’Emilia Romagna.
I problemi però continuano, tornano a galla le incomprensioni, si acuiscono le discussioni, e la pace non arriva…chiarezza e sincerità sembrano essere un peso insostenibile invece di qualità da apprezzare...
SETTEMBRE 2011
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