sabato 3 agosto 2013

LO SPORT NELLA PIU' GRANDE ASSOCIAZIONE LGBT

Era il 23 Settembre 2012 al Cassero di Bologna, sede del comitato provinciale Arcigay. Mi balzò l'idea di portare all'interno dell'associazione un dibattito mai affrontato prima: lo Sport. Un ordine del giorno scritto di notte, senza nemmeno il tempo di rileggerlo e correggerlo, in un periodo ricco di impegni e senza tregua. Ho vissuto tutto in modo istintivo, senza capirci molto, ma sono sicuro di aver fatto la cosa giusta. Mi sono trovato dentro una tana di leoni, fortunatamente non da solo, ma ho resistito e tutti noi abbiamo portato a casa l'approvazione del PROGETTO SPORT con 103 sì e 2 astenuti. Quel progetto non ha finito la sua corsa, perchè il 25 Novembre, giorno del mio compleanno, è stato discusso nel Congresso Nazionale Arcigay di Ferrara, e di nuovo approvato quasi all'unanimità.
Qui sotto vi riporto ciò che ho scritto, nella speranza di potervi aggiornare tra qualche tempo con gli eventuali passi avanti.

PROPOSTA DI ORDINE DEL GIORNO:
_ARCIGAY A LEZIONE DI SPORT !_

Con questo documento oggi, 23 Settembre 2012, una parte attiva della comunità LGBT bolognese vuole presentarsi al Congresso Provinciale del circolo “Il Cassero” per prendersi carico di un ambizioso progetto che vede protagonista lo sport.
I promotori di questo progetto, i quali si impegneranno a portare lo stesso ordine del giorno al Congresso Nazionale Arcigay di Ferrara con la speranza di innescare quantomeno curiosità generale, hanno passati e storie diverse, con l’unico interesse comune di voler combattere le discriminazioni che prima di tutto loro stessi hanno vissuto sulla propria pelle nei rispettivi trascorsi sportivi.
Lo sport, si sa, è uno dei maggiori mezzi di socializzazione, e vivere nella repressione dei propri orientamenti sessuali, atteggiamenti e gesti che sarebbero invece naturali crea un disturbo psicologico che ci si porta dietro per lungo tempo.
Fortunatamente, nei periodi successivi alla nascita delle associazioni omosessuali, anche nello sport si è sentito il bisogno di creare delle piccole oasi di pace in cui riunirsi per praticare sport insieme, e soprattutto per farlo nella totale spensieratezza di non dover giustificare a nessuno che ci fosse il fidanzato gay o la fidanzata lesbica a vedere gli allenamenti, o altri piccoli particolari che in altre realtà non era possibile e, ahinoi, non è possibile fare nemmeno tuttora. E’ grave che in Europa si festeggino i trentennali dei tornei lgbt e qui si fatichi a trovare persone disposte a mettere la faccia in manifestazioni sportive gay, ma siamo qui per cambiare questa situazione ed approfittare della nostra arretratezza culturale per balzare in avanti rispetto agli altri Paesi.
Per quanto riguarda la tematica LGBT l’Italia è sempre stata indietro rispetto agli altri Stati Europei, un po’ per il rapporto di genuflessione della classe politica rispetto al Vaticano, e un’altra parte, forse più grave, dovuta alla mancanza di uno scopo unitario della comunità omosessuale, volta ad accaparrarsi l’interesse economico di turno senza portare avanti progetti seri, duraturi, e tramandabili.
Cambiare la classe politica è un processo più lungo nonostante siamo fiduciosi che ci sarà prima o poi una resa dei conti, ma nel nostro piccolo e con la giusta umiltà ci sentiamo di poter dare un prezioso contributo almeno nel portare aria di cambiamento all’interno di un’associazione in fase di stallo, che sia a livello locale che a livello nazionale snobba completamente una parte della cittadinanza che si impegna quotidianamente e a titolo completamente volontario per costruire mattone dopo mattone una società civile migliore di quella che ha trovato.
Dopo questa lunga ma doverosa introduzione è opportuno rendere ufficiali i temi che si andranno a toccare, punto per punto, nell’ordine del giorno che siamo qui a presentare:
Lo sport deve diventare il traino di una generazione che col passare degli anni diventa sempre più sensibile verso l’omosessualità, ma che allo stesso tempo rimane completamente ferma nei suoi tratti fondamentali, quelli che la rappresentano all’estero, e cioè la Politica e lo Sport Professionistico.
Ecco dunque le nostre proposte:

L’IDEA:
L’idea per cui siamo qui oggi è quella di costruire un settore, ArcigaySport, che a livello locale è totalmente inesistente ed a livello nazionale è demandato ad una banale delega che secondo noi è assolutamente doveroso sostituire con un gruppo di persone volontarie che lavorano agli obiettivi sottoelencati; è stato fatto un tentativo in questo senso, in passato, con la nascita del GSI a Roma, ma probabilmente con l’intento di creare un’associazione a sé, come si può evincere anche dalla scelta del nome che non richiama Arcigay. Quell’esperienza si è comunque dimostrata fallimentare, il Gsi non è mai partito, non si riunisce e non coinvolge le realtà sportive.
GLI OBIETTIVI A BREVE TERMINE:
L’obiettivo primario è quello di sensibilizzare la comunità LGBT e Gay-friendly sulla tematica dello sport, con campagne pubblicitarie volte ad informare che in Arcigay ora si pensa anche a questo, e dando la possibilità, a chi ha voglia, di contattarci e di prender parte al progetto, i cui successivi obiettivi sono:
- fare una MAPPATURA DELLE REALTA’ SPORTIVE LGBT italiane che si occupano di sport, cercando di coinvolgere chi non ha rapporti con arcigay e interloquire sui punti di sicura coesione, per raggiungere una visione condivisa anche sul resto;
- lavorare al POTENZIAMENTO del settore Sport per far sì che se ne parli nello stesso modo in cui si parla di settore Salute e settore Giovani;
- PARTECIPARE con un Torneo contro l’omofobia il 17 Maggio e con una manifestazione sportiva durante i Pride Nazionali;
- creare un CALENDARIO di tutti i tornei sportivi internazionali LGBT;
- VIGILARE sulle eventuali dichiarazioni omofobe o gayfriendly nel mondo dello sport italiano ed estero con successiva presa di posizione;
- INTERVENIRE insieme agli altri settori di Arcigay in occasione di episodi omofobi nelle scuole o nelle palestre;
- spingere quanti più supporti possibili di SQUADRE PROFESSIONISTICHE.

GLI OBIETTIVI A LUNGO TERMINE:

Di obiettivi validi e possibili che ne sono moltissimi, ma intanto si può partire in questo modo:

- trovare degli SPONSOR Gay-Friendly tra i Brand più blasonati;
- cercare dei TESTIMONIAL nello sport Professionistico;
- lavorare a dei PROGETTI finanziati dalla Comunità europea;
- RAPPORTARSI con il MINISTERO DELLO SPORT per pubblicizzare le iniziative e farci conoscere all’esterno della nostra comunità;
- fissare dei CICLI DI CONFERENZE sul tema sport (approfittando anche di episodi di attualità);
- guadagnarci il nostro spazio sulla rivista “PRIDE”;
- partecipare all’EXPO2015 di Milano con una manifestazione sportiva;
- ipotizzare una candidatura ad EUROGAMES o GAYGAMES in futuro;
- creare un TEAM DI MEDICI SPORTIVI e fisioterapisti che a titolo volontario diano un servizio di risposta alle domande degli sportivi;
- integrarsi quanto più possibile con la società civile rapportandosi con il CONI e con le FEDERAZIONI SPORTIVE NAZIONALI e minori;
- puntare su una NAZIONALE GAY rappresentativa per tutti gli Sport selezionata tra le varie realtà italiane per dare all’estero un’immagine di unità.

CONCLUSIONI:

Il progetto è lungo, complesso e ambizioso, si tratta di impostare un lavoro che in Arcigay non è mai stato fatto prima nel settore Sport. Gli argomenti da trattare sono molteplici e le realtà da coinvolgere sono per la maggior parte in scontro aperto con l’Associazione.
Tuttavia crediamo ci siano i margini per poter compiere un ottimo lavoro e riportare dentro Arcigay tante persone che hanno preferito impegnarsi altrove perché hanno perso la fiducia in quello che numericamente rimane il movimento lgbt più importante d’Italia, ma che forse non rappresenta più la maggioranza della comunità omosessuale.
Noi vogliamo dar voce anche a quei soci e siamo pronti a confrontarci sul tema sport a livello locale e nazionale. Speriamo di far partire da qui un lungo processo di cambiamento di Arcigay che tenga in considerazione, in primis, di chi dà il proprio contributo sociale in altre organizzazioni lgbt, cercando di collaborare e non scontrarsi e dividersi, ed in secondo luogo inserisca e formi nuove persone che vogliono avvicinarsi alla causa.

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