Partorito da Andrea Paci alle 02 am del 23 ottobre 2011, ErgaOmnes non si pone nessuno scopo, se non quello di colloquiare piacevolmente con voi dei più disparati argomenti.
sabato 3 agosto 2013
TI SCATTERO' UNA FOTO
In questo popolatissimo sabato sera milanese, ricco di eventi per il salone internazionale del mobile, alla fine hanno prevalso la voglia e la necessità di restarmene solo soletto a casa, concedendomi un po' di malinconia che da tanto, troppo tempo, non ho avuto occasione di regalarmi. Che bello ripensare agli anni che passano...che bello ripensare alla beata e incontaminata adolescenza, alle amicizie, quelle che son rimaste nel tempo, quelle che si son consolidate col tempo...La sola cosa che mi viene da pensare in questo momento è: quanto sono stato e continuo ad essere fortunato a poter fare la vita che ho scelto, ad avere la famiglia che avrei voluto avere e a non essermi mai pentito delle scelte che ho fatto nonostante alcune di esse abbiano suscitato in me immenso dolore. Vorrei capire solo una cosa però...come si fa a non pensare alle cose che si è lasciati, come si fa ad andare avanti senza rimpiangere i luoghi dove si è vissuti...le amicizie non recuperate, le storie perdute, quelle mancate...come? La risposta la ho già..non si può. Non si può perchè ogni scelta comporta dei sacrifici, e questi sacrifici servono a raggiungere degli obiettivi. Interpretando a modo mio la massima machiavellica de "Il fine giustifica i mezzi" arrivo alla conclusione che la sofferenza è un percorso obbligato per arrivare alla felicità. La ruota gira di continuo, va in una direzione, gira al contrario, rispettando nella sua ciclicità l'alternarsi di queste due grandi forze. Da una parte la sofferenza, dall'altra la serenità. Sto diventando cinico, razionale e concreto anche nel modo di esprimermi...mi sto rendendo conto solo ora, dopo mesi e mesi di astinenza dalla scrittura, che non formulo più quelle proposizioni lunghissime, articolate, difficilissime da leggere e altrettanto insidiose da capire se non si faceva attenzione a dar loro l'intonazione che io volevo. Ora è tutto fatto di piccole composizioni di parole, pochi concetti, ognuno separato da dei segni di punteggiatura che prima erano assai più rari e non erano lì come dei "ferma-emozioni" che spezzano il mio pensiero in tante piccole parti frammentate e indipendenti l'una dall'altra. Ora ci sono lo studio, il lavoro, il tempo libero, lo sport, gli amici, ed il resto. Prima c'ero io, io e basta...bastava dire il mio nome per identificare una persona che amava diventare veterinario, che aveva una passione viscerale per la pallacanestro tanto da aver sacrificato la vita scolastica non solo per il profitto ma anche per le gite mancate e per le tante occasioni di divertimento e ricreazione che offriva. Gli amici erano inseriti nel mio meccanismo, contribuivano a rallegrare le mie giornate all'aria aperta con in mano una canna da pesca come anche le mattinate al mare all'insegna di interminabili sfide a beach-volley, erano parte integrante di me e non corpi estranei da proteggere sotto una campana di vetro come invece son diventati ora. Mi ritengo fortunatissimo per quelli che sono riuscito a mantenere, ma il mio pensiero malinconico di questa notte è per quelli che ho perso, per i grandi affetti mancanti all'appello delle persone a me care...per quelli che quando avrei voglia, purtroppo, non basta alzare la cornetta e comporre il numero per sentire le loro voci...perchè giustamente non risponderebbero... Mi consola solo sperare che un giorno questo mio bisogno compaia anche a loro, cosicchè sentano il desiderio di abbracciare una persona che li ha amati veramente e in modo sincero. notte a tutti! Adios amigos
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