Questa mattina, alle ore dodici, c'è stata la Conferenza Stampa dell'attuale Direttore del Nuovo Aquila Fabio Meloni.
Essendomi trasferito da non troppo tempo nella Capitale, e avendo di fatto pochi punti di riferimento sui quali basarmi per avere un'idea il più possibile oggettiva su ciò che accade in città, ho deciso di prenderne parte dopo aver visto un video-appello di Sabina Guzzanti. La notizia è quella di un'intimazione di sfratto da parte del Comune di Roma mediante la revoca della concessione all'attuale gestore del Cinema Aquila.
Il motivo della revoca è un'inadempienza contrattuale dovuta ad un'irregolarità: il Consorzio Sol.Co, titolare della concessione, si è servito in parte di una Cooperativa sociale attraverso una sublocazione, vietata dalla legge.
Pare che la concessione col Comune prevedesse comunque, in caso di inadempienze, una diffida in modo tale da dare la possibilità al locatario di sistemare eventuali irregolarità amministrative. Il dato certo è che il Comune ha intimato direttamente lo sfratto da eseguirsi entro il 9 Giugno prossimo anzichè utilizzare il metodo della diffida previsto dal Codice Civile. Questo è stato fortemente contestato dai gestori del Nuovo Cinema Aquila nella conferenza stampa di oggi. Non è possibile, a tre anni dalla fine della concessione (che, occorre ricordare, è stata data dopo un ricorso al Tar vinto, visto che il Comune aveva commesso un errore nell'aggiudicazione), revocarla unilateralmente e senza alcuna possibilità di difesa e di correzione degli errori amministrativi da parte del locatario.
Il dato legale, secondo me, è molto chiaro: se il Comune non ha diffidato il Consorzio Sol.Co invitandolo a correggere le inadempienze entro pochi giorni, revocando subito la concessione, è giusto che il titolare della concessione si opponga nelle sedi competenti.
Il dato politico, sempre secondo il mio parere, è altrettanto chiaro: il grossissimo lavoro culturale (e soprattutto culturalmente indipendente) svolto in questi anni, grazie al quale il Cinema Aquila si è imposto e si impone a livello nazionale e internazionale per la qualità delle proiezioni e delle attività, non va a genio alla maggioranza della politica capitolina. Il mio appello ai gestori del Nuovo Cinema Aquila e ai loro sostenitori è quello di non cadere nella trappola di accettare che venga fatto un nuovo bando. La politica deve prendersi la responsabilità di sanare la piccola irregolarità riscontrata senza permettersi di azzerare il lavoro fatto finora. Non sono soltanto i posti di lavoro a dover essere tutelati, ma anche un modo unico di gestire un cinema!Non è riformulando il bando che si manterranno la struttura, la progettualità ed il valore umano del Nuovo Cinema Aquila!
Non saranno i cavilli amministrativi a cancellare la storia appassionante di questo Cinema!
Non bisogna assolutamente accettare di partecipare al bando, bisogna occupare e chiedere una soluzione alternativa!
L'esperienza del Collettivo Atlantide bolognese, altrettanto importante per creatività seppur con sfumature e storie diverse, mi ricorda molto il trappolone che il Comune di Roma sta tendendo al Nuovo Cinema Aquila.Semmai si dovesse andare a bando, sarà soltanto colpa della politica! Non facciamoci infatuare dalla parola fiducia più volte tirata fuori dall'assessore : in politica non esiste! E se anche l'assessore alla cultura del Municipio sembra essere dalla parte del Cinema, non basta, si fa presto a cambiare assessori onesti con persone più controllabili, figuriamoci se non è semplice farlo in una situazione attorno alla quale girano interessi economici notevoli!





Nessun commento:
Posta un commento