E' una di quelle sere in cui sono inspiegabilmente malinconico. Non mi capitava da molto; era tanto, troppo che non facevo pause di riflessione.
Il tempo passa, gli impegni aumentano, ma la stabilità tarda ad arrivare... mi mancano tantissime cose: i vecchi amici, le abitudini, le mie città. Pescara, Milano, Perugia: che bella l'Umbria, sono cinque anni che non torno nella regione verde d'Italia. Mi manca il calore di quella gente, mi mancano le bellissime passeggiate nei vicoli inesplorati, mi manca l'orto in centro città.
Corro, sono in affanno, ho bisogno di riposare e ragionare. Non posso al mattino progettare il mio futuro a Bologna, ed alla sera fantasticare un'avventura all'estero. Di notte sogno, penso ad un mondo migliore di quello che sta frenando il mio cammino, immagino di poter volare.
Di giorno stramazzo al suolo, boccheggio e fatico a compiere i miei doveri; ritengo di essere molto fortunato, sono fiero del mio presente e non lo butterei via in cambio di nulla. Forse è questo che mi rallenta, probabilmente la stabilità che ho cercato e temporaneamente ottenuto si scontra con il mio modo di vivere. Non sempre è produttivo trovare la dimensione che si vuole, può essere addirittura controproducente raggiungere il proprio obiettivo; il quiddam inexpletum che è in me sta prevalendo sulla ratio.
Eh già, parlare di razionalità con un pazzo ha del paradossale. Sì, perchè mi definisco pazzo, in virtù del più ampio significato del termine, con le sue accezioni negative e con gli sprizzi di positività che l'insanità mentale ispira.
E' sera, quasi notte, prevale la malinconia sulla capacità di sognare...ma qualcosa tra qualche minuto cambierà. Dormirò, rifletterò; sognerò l'isola che non c'è...
GIUGNO 2013
Partorito da Andrea Paci alle 02 am del 23 ottobre 2011, ErgaOmnes non si pone nessuno scopo, se non quello di colloquiare piacevolmente con voi dei più disparati argomenti.
sabato 3 agosto 2013
...E FUORI E' BUIO
Tiziano Ferro ospite di Daria Bignardi. Tanti commenti su facebook, molte condivisioni online, e con un ritardo di 24 ore eccomi ad ascoltarlo curiosamente.
Davvero una bellissima sorpresa, un’umanità fuori dal comune; difficilmente vengo colpito in questo modo da una persona pubblica, soprattutto in virtù di un’intervista televisiva, ma Tiziano ha fatto centro!
Mi ha emozionato il suo abbassamento di voce nel momento in cui ha detto della recente scomparsa del nonno. Lo ringrazio per avermi fatto tornare alla mente i ricordi splendidi che ho della mia unica nonna, una grandissima persona senza la quale oggi non sarei così. Ho sorriso ad essermi scoperto uguale a Tiziano nell’unicità del rapporto con il nonno, mi è battuto il cuore quando a sentire lui nominare suo nonno si è abbassata la voce anche a me. Ammetto di averlo invidiato per aver condiviso con lui la sua omosessualità: io purtroppo con la mia nonna non ho fatto in tempo…
Sono felice di come Tiziano sia arrivato al coming out, ma sono altrettanto felice di come ci sono arrivato io. Ho riso, ho pianto, e mi è piaciuto che anche lui, molto più coraggiosamente di me e per nulla spaventato dai milioni di persone che lo guardavano, abbia fatto lo stesso con una genuinità davvero trascinatrice.
L’idea che sia ancora innamorato di un ragazzo che ha perso, che creda nell’amore monogamo, che abbia confessato pubblicamente che ci sono delle cose di lui che non vanno bene e che lui riconosce essere parte di lui…beh, le ho sentite un po’ autobiografiche.
Sentir dire una star internazionale che vivrebbe il resto della sua vita in balìa dell’amore è una delle più belle verità ed uno dei miei più grandi desideri.
Bravo Tiziano: per la tua semplicità, per la tua umiltà, per la tua modestia, per la capacità di commuoverti e di commuovere.
Mi hai regalato un sorriso… perché “ti ricorderò in ogni gesto più perfetto, ogni sogno perso e ritrovato in un cassetto, in quelle giornate che passavano in un’ora”[…] “perché se sei felice ogni sorriso è oro” .
Adios amigos
Davvero una bellissima sorpresa, un’umanità fuori dal comune; difficilmente vengo colpito in questo modo da una persona pubblica, soprattutto in virtù di un’intervista televisiva, ma Tiziano ha fatto centro!
Mi ha emozionato il suo abbassamento di voce nel momento in cui ha detto della recente scomparsa del nonno. Lo ringrazio per avermi fatto tornare alla mente i ricordi splendidi che ho della mia unica nonna, una grandissima persona senza la quale oggi non sarei così. Ho sorriso ad essermi scoperto uguale a Tiziano nell’unicità del rapporto con il nonno, mi è battuto il cuore quando a sentire lui nominare suo nonno si è abbassata la voce anche a me. Ammetto di averlo invidiato per aver condiviso con lui la sua omosessualità: io purtroppo con la mia nonna non ho fatto in tempo…
Sono felice di come Tiziano sia arrivato al coming out, ma sono altrettanto felice di come ci sono arrivato io. Ho riso, ho pianto, e mi è piaciuto che anche lui, molto più coraggiosamente di me e per nulla spaventato dai milioni di persone che lo guardavano, abbia fatto lo stesso con una genuinità davvero trascinatrice.
L’idea che sia ancora innamorato di un ragazzo che ha perso, che creda nell’amore monogamo, che abbia confessato pubblicamente che ci sono delle cose di lui che non vanno bene e che lui riconosce essere parte di lui…beh, le ho sentite un po’ autobiografiche.
Sentir dire una star internazionale che vivrebbe il resto della sua vita in balìa dell’amore è una delle più belle verità ed uno dei miei più grandi desideri.
Bravo Tiziano: per la tua semplicità, per la tua umiltà, per la tua modestia, per la capacità di commuoverti e di commuovere.
Mi hai regalato un sorriso… perché “ti ricorderò in ogni gesto più perfetto, ogni sogno perso e ritrovato in un cassetto, in quelle giornate che passavano in un’ora”[…] “perché se sei felice ogni sorriso è oro” .
Adios amigos
GENNAIO 2013
LO SPORT NELLA PIU' GRANDE ASSOCIAZIONE LGBT
Era il 23 Settembre 2012 al Cassero di Bologna, sede del comitato provinciale Arcigay. Mi balzò l'idea di portare all'interno dell'associazione un dibattito mai affrontato prima: lo Sport. Un ordine del giorno scritto di notte, senza nemmeno il tempo di rileggerlo e correggerlo, in un periodo ricco di impegni e senza tregua. Ho vissuto tutto in modo istintivo, senza capirci molto, ma sono sicuro di aver fatto la cosa giusta. Mi sono trovato dentro una tana di leoni, fortunatamente non da solo, ma ho resistito e tutti noi abbiamo portato a casa l'approvazione del PROGETTO SPORT con 103 sì e 2 astenuti. Quel progetto non ha finito la sua corsa, perchè il 25 Novembre, giorno del mio compleanno, è stato discusso nel Congresso Nazionale Arcigay di Ferrara, e di nuovo approvato quasi all'unanimità.
Qui sotto vi riporto ciò che ho scritto, nella speranza di potervi aggiornare tra qualche tempo con gli eventuali passi avanti.
PROPOSTA DI ORDINE DEL GIORNO:
_ARCIGAY A LEZIONE DI SPORT !_
Con questo documento oggi, 23 Settembre 2012, una parte attiva della comunità LGBT bolognese vuole presentarsi al Congresso Provinciale del circolo “Il Cassero” per prendersi carico di un ambizioso progetto che vede protagonista lo sport.
I promotori di questo progetto, i quali si impegneranno a portare lo stesso ordine del giorno al Congresso Nazionale Arcigay di Ferrara con la speranza di innescare quantomeno curiosità generale, hanno passati e storie diverse, con l’unico interesse comune di voler combattere le discriminazioni che prima di tutto loro stessi hanno vissuto sulla propria pelle nei rispettivi trascorsi sportivi.
Lo sport, si sa, è uno dei maggiori mezzi di socializzazione, e vivere nella repressione dei propri orientamenti sessuali, atteggiamenti e gesti che sarebbero invece naturali crea un disturbo psicologico che ci si porta dietro per lungo tempo.
Fortunatamente, nei periodi successivi alla nascita delle associazioni omosessuali, anche nello sport si è sentito il bisogno di creare delle piccole oasi di pace in cui riunirsi per praticare sport insieme, e soprattutto per farlo nella totale spensieratezza di non dover giustificare a nessuno che ci fosse il fidanzato gay o la fidanzata lesbica a vedere gli allenamenti, o altri piccoli particolari che in altre realtà non era possibile e, ahinoi, non è possibile fare nemmeno tuttora. E’ grave che in Europa si festeggino i trentennali dei tornei lgbt e qui si fatichi a trovare persone disposte a mettere la faccia in manifestazioni sportive gay, ma siamo qui per cambiare questa situazione ed approfittare della nostra arretratezza culturale per balzare in avanti rispetto agli altri Paesi.
Per quanto riguarda la tematica LGBT l’Italia è sempre stata indietro rispetto agli altri Stati Europei, un po’ per il rapporto di genuflessione della classe politica rispetto al Vaticano, e un’altra parte, forse più grave, dovuta alla mancanza di uno scopo unitario della comunità omosessuale, volta ad accaparrarsi l’interesse economico di turno senza portare avanti progetti seri, duraturi, e tramandabili.
Cambiare la classe politica è un processo più lungo nonostante siamo fiduciosi che ci sarà prima o poi una resa dei conti, ma nel nostro piccolo e con la giusta umiltà ci sentiamo di poter dare un prezioso contributo almeno nel portare aria di cambiamento all’interno di un’associazione in fase di stallo, che sia a livello locale che a livello nazionale snobba completamente una parte della cittadinanza che si impegna quotidianamente e a titolo completamente volontario per costruire mattone dopo mattone una società civile migliore di quella che ha trovato.
Dopo questa lunga ma doverosa introduzione è opportuno rendere ufficiali i temi che si andranno a toccare, punto per punto, nell’ordine del giorno che siamo qui a presentare:
Lo sport deve diventare il traino di una generazione che col passare degli anni diventa sempre più sensibile verso l’omosessualità, ma che allo stesso tempo rimane completamente ferma nei suoi tratti fondamentali, quelli che la rappresentano all’estero, e cioè la Politica e lo Sport Professionistico.
Ecco dunque le nostre proposte:
L’IDEA:
L’idea per cui siamo qui oggi è quella di costruire un settore, ArcigaySport, che a livello locale è totalmente inesistente ed a livello nazionale è demandato ad una banale delega che secondo noi è assolutamente doveroso sostituire con un gruppo di persone volontarie che lavorano agli obiettivi sottoelencati; è stato fatto un tentativo in questo senso, in passato, con la nascita del GSI a Roma, ma probabilmente con l’intento di creare un’associazione a sé, come si può evincere anche dalla scelta del nome che non richiama Arcigay. Quell’esperienza si è comunque dimostrata fallimentare, il Gsi non è mai partito, non si riunisce e non coinvolge le realtà sportive.
GLI OBIETTIVI A BREVE TERMINE:
L’obiettivo primario è quello di sensibilizzare la comunità LGBT e Gay-friendly sulla tematica dello sport, con campagne pubblicitarie volte ad informare che in Arcigay ora si pensa anche a questo, e dando la possibilità, a chi ha voglia, di contattarci e di prender parte al progetto, i cui successivi obiettivi sono:
- fare una MAPPATURA DELLE REALTA’ SPORTIVE LGBT italiane che si occupano di sport, cercando di coinvolgere chi non ha rapporti con arcigay e interloquire sui punti di sicura coesione, per raggiungere una visione condivisa anche sul resto;
- lavorare al POTENZIAMENTO del settore Sport per far sì che se ne parli nello stesso modo in cui si parla di settore Salute e settore Giovani;
- PARTECIPARE con un Torneo contro l’omofobia il 17 Maggio e con una manifestazione sportiva durante i Pride Nazionali;
- creare un CALENDARIO di tutti i tornei sportivi internazionali LGBT;
- VIGILARE sulle eventuali dichiarazioni omofobe o gayfriendly nel mondo dello sport italiano ed estero con successiva presa di posizione;
- INTERVENIRE insieme agli altri settori di Arcigay in occasione di episodi omofobi nelle scuole o nelle palestre;
- spingere quanti più supporti possibili di SQUADRE PROFESSIONISTICHE.
GLI OBIETTIVI A LUNGO TERMINE:
Di obiettivi validi e possibili che ne sono moltissimi, ma intanto si può partire in questo modo:
- trovare degli SPONSOR Gay-Friendly tra i Brand più blasonati;
- cercare dei TESTIMONIAL nello sport Professionistico;
- lavorare a dei PROGETTI finanziati dalla Comunità europea;
- RAPPORTARSI con il MINISTERO DELLO SPORT per pubblicizzare le iniziative e farci conoscere all’esterno della nostra comunità;
- fissare dei CICLI DI CONFERENZE sul tema sport (approfittando anche di episodi di attualità);
- guadagnarci il nostro spazio sulla rivista “PRIDE”;
- partecipare all’EXPO2015 di Milano con una manifestazione sportiva;
- ipotizzare una candidatura ad EUROGAMES o GAYGAMES in futuro;
- creare un TEAM DI MEDICI SPORTIVI e fisioterapisti che a titolo volontario diano un servizio di risposta alle domande degli sportivi;
- integrarsi quanto più possibile con la società civile rapportandosi con il CONI e con le FEDERAZIONI SPORTIVE NAZIONALI e minori;
- puntare su una NAZIONALE GAY rappresentativa per tutti gli Sport selezionata tra le varie realtà italiane per dare all’estero un’immagine di unità.
CONCLUSIONI:
Il progetto è lungo, complesso e ambizioso, si tratta di impostare un lavoro che in Arcigay non è mai stato fatto prima nel settore Sport. Gli argomenti da trattare sono molteplici e le realtà da coinvolgere sono per la maggior parte in scontro aperto con l’Associazione.
Tuttavia crediamo ci siano i margini per poter compiere un ottimo lavoro e riportare dentro Arcigay tante persone che hanno preferito impegnarsi altrove perché hanno perso la fiducia in quello che numericamente rimane il movimento lgbt più importante d’Italia, ma che forse non rappresenta più la maggioranza della comunità omosessuale.
Noi vogliamo dar voce anche a quei soci e siamo pronti a confrontarci sul tema sport a livello locale e nazionale. Speriamo di far partire da qui un lungo processo di cambiamento di Arcigay che tenga in considerazione, in primis, di chi dà il proprio contributo sociale in altre organizzazioni lgbt, cercando di collaborare e non scontrarsi e dividersi, ed in secondo luogo inserisca e formi nuove persone che vogliono avvicinarsi alla causa.
Qui sotto vi riporto ciò che ho scritto, nella speranza di potervi aggiornare tra qualche tempo con gli eventuali passi avanti.
PROPOSTA DI ORDINE DEL GIORNO:
_ARCIGAY A LEZIONE DI SPORT !_
Con questo documento oggi, 23 Settembre 2012, una parte attiva della comunità LGBT bolognese vuole presentarsi al Congresso Provinciale del circolo “Il Cassero” per prendersi carico di un ambizioso progetto che vede protagonista lo sport.
I promotori di questo progetto, i quali si impegneranno a portare lo stesso ordine del giorno al Congresso Nazionale Arcigay di Ferrara con la speranza di innescare quantomeno curiosità generale, hanno passati e storie diverse, con l’unico interesse comune di voler combattere le discriminazioni che prima di tutto loro stessi hanno vissuto sulla propria pelle nei rispettivi trascorsi sportivi.
Lo sport, si sa, è uno dei maggiori mezzi di socializzazione, e vivere nella repressione dei propri orientamenti sessuali, atteggiamenti e gesti che sarebbero invece naturali crea un disturbo psicologico che ci si porta dietro per lungo tempo.
Fortunatamente, nei periodi successivi alla nascita delle associazioni omosessuali, anche nello sport si è sentito il bisogno di creare delle piccole oasi di pace in cui riunirsi per praticare sport insieme, e soprattutto per farlo nella totale spensieratezza di non dover giustificare a nessuno che ci fosse il fidanzato gay o la fidanzata lesbica a vedere gli allenamenti, o altri piccoli particolari che in altre realtà non era possibile e, ahinoi, non è possibile fare nemmeno tuttora. E’ grave che in Europa si festeggino i trentennali dei tornei lgbt e qui si fatichi a trovare persone disposte a mettere la faccia in manifestazioni sportive gay, ma siamo qui per cambiare questa situazione ed approfittare della nostra arretratezza culturale per balzare in avanti rispetto agli altri Paesi.
Per quanto riguarda la tematica LGBT l’Italia è sempre stata indietro rispetto agli altri Stati Europei, un po’ per il rapporto di genuflessione della classe politica rispetto al Vaticano, e un’altra parte, forse più grave, dovuta alla mancanza di uno scopo unitario della comunità omosessuale, volta ad accaparrarsi l’interesse economico di turno senza portare avanti progetti seri, duraturi, e tramandabili.
Cambiare la classe politica è un processo più lungo nonostante siamo fiduciosi che ci sarà prima o poi una resa dei conti, ma nel nostro piccolo e con la giusta umiltà ci sentiamo di poter dare un prezioso contributo almeno nel portare aria di cambiamento all’interno di un’associazione in fase di stallo, che sia a livello locale che a livello nazionale snobba completamente una parte della cittadinanza che si impegna quotidianamente e a titolo completamente volontario per costruire mattone dopo mattone una società civile migliore di quella che ha trovato.
Dopo questa lunga ma doverosa introduzione è opportuno rendere ufficiali i temi che si andranno a toccare, punto per punto, nell’ordine del giorno che siamo qui a presentare:
Lo sport deve diventare il traino di una generazione che col passare degli anni diventa sempre più sensibile verso l’omosessualità, ma che allo stesso tempo rimane completamente ferma nei suoi tratti fondamentali, quelli che la rappresentano all’estero, e cioè la Politica e lo Sport Professionistico.
Ecco dunque le nostre proposte:
L’IDEA:
L’idea per cui siamo qui oggi è quella di costruire un settore, ArcigaySport, che a livello locale è totalmente inesistente ed a livello nazionale è demandato ad una banale delega che secondo noi è assolutamente doveroso sostituire con un gruppo di persone volontarie che lavorano agli obiettivi sottoelencati; è stato fatto un tentativo in questo senso, in passato, con la nascita del GSI a Roma, ma probabilmente con l’intento di creare un’associazione a sé, come si può evincere anche dalla scelta del nome che non richiama Arcigay. Quell’esperienza si è comunque dimostrata fallimentare, il Gsi non è mai partito, non si riunisce e non coinvolge le realtà sportive.
GLI OBIETTIVI A BREVE TERMINE:
L’obiettivo primario è quello di sensibilizzare la comunità LGBT e Gay-friendly sulla tematica dello sport, con campagne pubblicitarie volte ad informare che in Arcigay ora si pensa anche a questo, e dando la possibilità, a chi ha voglia, di contattarci e di prender parte al progetto, i cui successivi obiettivi sono:
- fare una MAPPATURA DELLE REALTA’ SPORTIVE LGBT italiane che si occupano di sport, cercando di coinvolgere chi non ha rapporti con arcigay e interloquire sui punti di sicura coesione, per raggiungere una visione condivisa anche sul resto;
- lavorare al POTENZIAMENTO del settore Sport per far sì che se ne parli nello stesso modo in cui si parla di settore Salute e settore Giovani;
- PARTECIPARE con un Torneo contro l’omofobia il 17 Maggio e con una manifestazione sportiva durante i Pride Nazionali;
- creare un CALENDARIO di tutti i tornei sportivi internazionali LGBT;
- VIGILARE sulle eventuali dichiarazioni omofobe o gayfriendly nel mondo dello sport italiano ed estero con successiva presa di posizione;
- INTERVENIRE insieme agli altri settori di Arcigay in occasione di episodi omofobi nelle scuole o nelle palestre;
- spingere quanti più supporti possibili di SQUADRE PROFESSIONISTICHE.
GLI OBIETTIVI A LUNGO TERMINE:
Di obiettivi validi e possibili che ne sono moltissimi, ma intanto si può partire in questo modo:
- trovare degli SPONSOR Gay-Friendly tra i Brand più blasonati;
- cercare dei TESTIMONIAL nello sport Professionistico;
- lavorare a dei PROGETTI finanziati dalla Comunità europea;
- RAPPORTARSI con il MINISTERO DELLO SPORT per pubblicizzare le iniziative e farci conoscere all’esterno della nostra comunità;
- fissare dei CICLI DI CONFERENZE sul tema sport (approfittando anche di episodi di attualità);
- guadagnarci il nostro spazio sulla rivista “PRIDE”;
- partecipare all’EXPO2015 di Milano con una manifestazione sportiva;
- ipotizzare una candidatura ad EUROGAMES o GAYGAMES in futuro;
- creare un TEAM DI MEDICI SPORTIVI e fisioterapisti che a titolo volontario diano un servizio di risposta alle domande degli sportivi;
- integrarsi quanto più possibile con la società civile rapportandosi con il CONI e con le FEDERAZIONI SPORTIVE NAZIONALI e minori;
- puntare su una NAZIONALE GAY rappresentativa per tutti gli Sport selezionata tra le varie realtà italiane per dare all’estero un’immagine di unità.
CONCLUSIONI:
Il progetto è lungo, complesso e ambizioso, si tratta di impostare un lavoro che in Arcigay non è mai stato fatto prima nel settore Sport. Gli argomenti da trattare sono molteplici e le realtà da coinvolgere sono per la maggior parte in scontro aperto con l’Associazione.
Tuttavia crediamo ci siano i margini per poter compiere un ottimo lavoro e riportare dentro Arcigay tante persone che hanno preferito impegnarsi altrove perché hanno perso la fiducia in quello che numericamente rimane il movimento lgbt più importante d’Italia, ma che forse non rappresenta più la maggioranza della comunità omosessuale.
Noi vogliamo dar voce anche a quei soci e siamo pronti a confrontarci sul tema sport a livello locale e nazionale. Speriamo di far partire da qui un lungo processo di cambiamento di Arcigay che tenga in considerazione, in primis, di chi dà il proprio contributo sociale in altre organizzazioni lgbt, cercando di collaborare e non scontrarsi e dividersi, ed in secondo luogo inserisca e formi nuove persone che vogliono avvicinarsi alla causa.
L'ITALIA META' GIARDINO E META' GALERA, VIVA L'ITALIA, L'ITALIA TUTTA INTERA...
Sfogliando i quotidiani di oggi si ha l'impressione di rivivere nell'Italia cantata da De Gregori più di trent'anni fa...
Il sistema italiano purtroppo resiste ad ogni tentativo di miglioramento.
Ci troviamo di fronte alle due maggiori regioni italiane colate a picco, l'una comandata da una setta cattolica presieduta da un gay che combatte i gay, e l'altra goffamente portata avanti da una signorotta incosciente...
Questo è il nostro Paese signori, e lasciando stare Lombardia e Lazio, il problema si ripresenta nelle altre realtà...in Sicilia domani si sceglierà il prossimo governo regionale, e la rosa degli innumerevoli candidati presidenti non lascia presagire nulla di positivo, in nessuno dei casi.
Da una parte Crocetta, con la sua storia di oppositore alla Mafia, ma con la compagnia dell'Udc di Totò Cuffaro...ed è inspiegabile tutto ciò, se si aggiunge anche l'incompatibilità dell'orientamento sessuale dell'uno con il partito italiano più asservito ai voleri della Santa Madre Chiesa.
Dall'altra c'è un tentativo di rivincita di ex berlusconiani ed ex finiani a discapito degli altri...bah, saremo attenti osservatori dell'evoluzione dell'anomalia isolana...
Per caso poi ci si imbatte in un articolo su Penati; gravissimo il suo retro-front con la politica: accusato di corruzione e finanziamenti illeciti, dichiara di abbandonare la politica e di tornare a fare l'insegnante alle scuole medie. Sono cose, queste, che lasciano senza parole: un uomo che ha rubato torna ad educare gli adolescenti, come se dal punto di vista etico sia una buona mossa. Io non permetterei che una persona che ruba rovini anche i ragazzi!
E ancora un altro articolo su divorziati e coppie di fatto eterossessuali: la Chiesa li ama, ma non permette loro di vivere il Sacramento della Comunione. È a dir poco ridicola la nuova posizione del partito di Ratzinger...
In ultimo, ma non per importanza, la condanna di Silvio Berlusconi a 4 anni per frode fiscale....
Non voglio entrare nel merito della sentenza, mi limito soltanto a riportare alcune sue frasi di reazione: "barbarie da paese incivile" "questa è una sentenza mafiosa" "democrazia finita".
Ci vuole coraggio...
Adios amigos
fine 2012
Il sistema italiano purtroppo resiste ad ogni tentativo di miglioramento.
Ci troviamo di fronte alle due maggiori regioni italiane colate a picco, l'una comandata da una setta cattolica presieduta da un gay che combatte i gay, e l'altra goffamente portata avanti da una signorotta incosciente...
Questo è il nostro Paese signori, e lasciando stare Lombardia e Lazio, il problema si ripresenta nelle altre realtà...in Sicilia domani si sceglierà il prossimo governo regionale, e la rosa degli innumerevoli candidati presidenti non lascia presagire nulla di positivo, in nessuno dei casi.
Da una parte Crocetta, con la sua storia di oppositore alla Mafia, ma con la compagnia dell'Udc di Totò Cuffaro...ed è inspiegabile tutto ciò, se si aggiunge anche l'incompatibilità dell'orientamento sessuale dell'uno con il partito italiano più asservito ai voleri della Santa Madre Chiesa.
Dall'altra c'è un tentativo di rivincita di ex berlusconiani ed ex finiani a discapito degli altri...bah, saremo attenti osservatori dell'evoluzione dell'anomalia isolana...
Per caso poi ci si imbatte in un articolo su Penati; gravissimo il suo retro-front con la politica: accusato di corruzione e finanziamenti illeciti, dichiara di abbandonare la politica e di tornare a fare l'insegnante alle scuole medie. Sono cose, queste, che lasciano senza parole: un uomo che ha rubato torna ad educare gli adolescenti, come se dal punto di vista etico sia una buona mossa. Io non permetterei che una persona che ruba rovini anche i ragazzi!
E ancora un altro articolo su divorziati e coppie di fatto eterossessuali: la Chiesa li ama, ma non permette loro di vivere il Sacramento della Comunione. È a dir poco ridicola la nuova posizione del partito di Ratzinger...
In ultimo, ma non per importanza, la condanna di Silvio Berlusconi a 4 anni per frode fiscale....
Non voglio entrare nel merito della sentenza, mi limito soltanto a riportare alcune sue frasi di reazione: "barbarie da paese incivile" "questa è una sentenza mafiosa" "democrazia finita".
Ci vuole coraggio...
Adios amigos
fine 2012
A MODO MIO, AVREI BISOGNO DI CAREZZE ANCH'IO...
Son sempre stato dell'idea che nella vita bisogna osare, perchè se non si rischia non si cresce... ma mai come in questo momento sono stato convinto che un po' di stabilità, certezze e solidità riescono a regalarci la serenità necessaria a raggiungere la consapevolezza di poter contare su noi stessi.
E' bello progettare, è bello sognare, ma è alquanto straziante farlo dovendo tener conto dell'instabilità di chi ci sta intorno.
E' una scelta anche questa: ci si sarebbe potuti accontentare di una vita mediocre senza salti di qualità, ma sono convinto che sarebbe rimasta immutata a lungo creando una pericolosa stasi, ed invece le ultime novità mi dicono che ho fatto bene, nella mia sciaguratezza, a fidarmi del mio intuito, ma ora devo rallentare.
Solo in futuro capirò cosa avrò sbagliato, ma finchè sono in corsa non posso fermarmi. E' dura però...se quasi un anno fa erano le ferite del cuore ad aver creato un vuoto incredibile dentro di me, ora c'è la paura che tutto finisca in una bolla di sapone, c'è un continuo rincorrere inconsciamente il quiddam inexpletum, senza sapere effettivamente cosa sia!
Il lavoro, gli interessi, le amicizie, la casa, quanti pensieri! Vale la pena recriminare su tutte cose per cui dovrei solo ritenermi fortunato? Forse sì, forse no...di certo se la vita degli ultimi mesi mi ha regalato momenti bellissimi, è stata artefice e testimone anche di momenti molto faticosi...Sfoghiamoci con questa nota e andiamo avanti! Che la giornata abbia inizio!
E' bello progettare, è bello sognare, ma è alquanto straziante farlo dovendo tener conto dell'instabilità di chi ci sta intorno.
E' una scelta anche questa: ci si sarebbe potuti accontentare di una vita mediocre senza salti di qualità, ma sono convinto che sarebbe rimasta immutata a lungo creando una pericolosa stasi, ed invece le ultime novità mi dicono che ho fatto bene, nella mia sciaguratezza, a fidarmi del mio intuito, ma ora devo rallentare.
Solo in futuro capirò cosa avrò sbagliato, ma finchè sono in corsa non posso fermarmi. E' dura però...se quasi un anno fa erano le ferite del cuore ad aver creato un vuoto incredibile dentro di me, ora c'è la paura che tutto finisca in una bolla di sapone, c'è un continuo rincorrere inconsciamente il quiddam inexpletum, senza sapere effettivamente cosa sia!
Il lavoro, gli interessi, le amicizie, la casa, quanti pensieri! Vale la pena recriminare su tutte cose per cui dovrei solo ritenermi fortunato? Forse sì, forse no...di certo se la vita degli ultimi mesi mi ha regalato momenti bellissimi, è stata artefice e testimone anche di momenti molto faticosi...Sfoghiamoci con questa nota e andiamo avanti! Che la giornata abbia inizio!
GIORNALISTI E...gIORNALISTI
La notizia di ieri da prima pagina de Il GIornale è stata la seguente: "si dà fuoco per le tasse". Uno spregevole giornalista, se così si può chiamare, con quel titolone ad effetto, voleva dare dei connotati politici ad un gravissimo, tragico, fatto di cronaca. Poichè l'articolo in questione l'ho letto all'una di notte, e la mia stanchezza ha prevalso momentaneamente sulla voglia di capire quanto di vero fosse scritto in quelle pagine, ho rimandato a stamattina la mia piccola ricerca su altre testate giornalistiche: l'uomo in questione, artigiano 58enne, ha tentato di suicidarsi davanti all'ospedale maggiore di Bologna per un fatto ben preciso. Dopo aver evaso decine di migliaia di euro di fatturato, era stato invitato a comparire in tribunale per dare spiegazioni. Per concludere, ci tenevo a dire che, a differenza di quanto riportato da Il Giornale, l'uomo è un artigiano proprietario di una piccola ditta edile, e non un muratore.
Se lo scopo di certa carta stampata è quello di partorire odio verso la legalità e criticare i buoni propositi che questo nuovo governo sta avendo sulla lotta all'evasione, beh, allora meritiamo la merda che abbiamo avuto al comando fino all'altro giorno.
2012
Se lo scopo di certa carta stampata è quello di partorire odio verso la legalità e criticare i buoni propositi che questo nuovo governo sta avendo sulla lotta all'evasione, beh, allora meritiamo la merda che abbiamo avuto al comando fino all'altro giorno.
2012
PARIGI, STRASCICO DI NOSTALGIA
Siam tornati da così poco tempo che ancora la bellezza di quella magica città mi attraversa lo sguardo durante la notte ed il giorno...pochi istanti, fugaci, per le vie della metropoli francese, alla ricerca di scorci ancora inviolati dalla meraviglia dei nostri occhi...e lo sbalordimento per non essere preparati a cotanto splendore, sensanzioni che penso abbiano caratterizzato il viaggio di chiunque ha messo piede per la prima volta nella roccaforte dell'Illuminismo europeo
Ogni tuo angolo è stato una scoperta, Parigi, e l'eleganza che trasmetti anche negli anfratti più degradati fa invidia alle più belle città italiane...
Parigi...La moda, la ricchezza, la complessità linguistica, la puzza sotto il naso....beh, posso dire che tutti i pregiudizi che alimentavano i miei dubbi sull'aria che avrei respirato oltralpe nella trasferta cestistica sono stati ampiamente asfaltati da un'apertura mentale assai avanzata palpabile nelle strade, nei locali, nei bar, nelle persone...
Un caro ragazzo dallo sguardo profondo e dalla bellezza suadente, figlio di questa cultura, elegante, discreta e cordiale, ha trasmesso forse in me i lati più belli della capitale della razionalità, ha condiviso un aneddoto che sarà probabilmente la fonte d'ispirazione per il mio futuro viaggio francese, spero molto prossimo: mi diceva che dopo un decennio di vita parigina, ogni qualvolta il tempo gli permetteva di girare in bici per andare a lavoro, lui scovava situazioni, ambienti e personaggi caratteristici che lo facevano sentire sempre più innamorato della sua città. Beh, questo a lui succede ancora adesso, nonostante una vita ricca di stress per il lavoro, nonostante delusioni sentimentali...ed è la magìà che solo una così bella metropoli può regalare...
Ancora una bellissima esperienza, e ancora una volta vissuta grazie agli amici del BOGA BASKET. Compagni di viaggio fantastici, persone piacevoli, divertenti e in grado di far sorridere in tutte le occasioni...una chicca mi rimarrà forse sempre impressa e, tra le altre, è giusto che io la scriva per testimoniarla negli anni: il buon proposito del 2012, "diventare cattivo!". L'ottimismo ed il sarcasmo di Davide unito all'ironia pungente di Francesco e Vittorio hanno reso questa vacanza sportiva ancora più bella! Grazie a tutti quelli che l'hanno condivisa con me...e grazie a Parigi!
APRILE 2012
Ogni tuo angolo è stato una scoperta, Parigi, e l'eleganza che trasmetti anche negli anfratti più degradati fa invidia alle più belle città italiane...
Parigi...La moda, la ricchezza, la complessità linguistica, la puzza sotto il naso....beh, posso dire che tutti i pregiudizi che alimentavano i miei dubbi sull'aria che avrei respirato oltralpe nella trasferta cestistica sono stati ampiamente asfaltati da un'apertura mentale assai avanzata palpabile nelle strade, nei locali, nei bar, nelle persone...
Un caro ragazzo dallo sguardo profondo e dalla bellezza suadente, figlio di questa cultura, elegante, discreta e cordiale, ha trasmesso forse in me i lati più belli della capitale della razionalità, ha condiviso un aneddoto che sarà probabilmente la fonte d'ispirazione per il mio futuro viaggio francese, spero molto prossimo: mi diceva che dopo un decennio di vita parigina, ogni qualvolta il tempo gli permetteva di girare in bici per andare a lavoro, lui scovava situazioni, ambienti e personaggi caratteristici che lo facevano sentire sempre più innamorato della sua città. Beh, questo a lui succede ancora adesso, nonostante una vita ricca di stress per il lavoro, nonostante delusioni sentimentali...ed è la magìà che solo una così bella metropoli può regalare...
Ancora una bellissima esperienza, e ancora una volta vissuta grazie agli amici del BOGA BASKET. Compagni di viaggio fantastici, persone piacevoli, divertenti e in grado di far sorridere in tutte le occasioni...una chicca mi rimarrà forse sempre impressa e, tra le altre, è giusto che io la scriva per testimoniarla negli anni: il buon proposito del 2012, "diventare cattivo!". L'ottimismo ed il sarcasmo di Davide unito all'ironia pungente di Francesco e Vittorio hanno reso questa vacanza sportiva ancora più bella! Grazie a tutti quelli che l'hanno condivisa con me...e grazie a Parigi!
APRILE 2012
IN QUESTA URGENZA DI VIVERE, E FURIA DI SENTIRE...SO DI ESISTERE!
Gianna Nannini, Notti senza cuore... Sembra di esser tornato indietro negli anni, in un periodo in cui mi sentivo spaurito, indifeso, nelle grinfie di un sentimento che cercavo di reprimere, provavo a soffocare perchè così era giusto che fosse...
Una bellissima persona se ne andava definitivamente dalla mia vita, un'altra provava a farne parte a tutti i costi,forse nel momento più sbagliato, ed io che riuscii a perderle entrambe...io e la mia stupida capacità di buttare al vento tutto quello che di bello riesco a costruire...
Era il 2008, Perugia, ed un lampo di genio provocò qualcosa che ricordo ancora oggi con enorme piacere...ho in mente dei flash, ognuno che riporta a delle situazioni, a dei contesti e a delle sensazioni che mai avrei riprovato e ripercorso nel futuro...gli struzzi, la birra fruttata, il gelato, la passione per la politica, i sogni...
un susseguirsi di emozioni che cavalcavano l'onda della mia inesperienza facendomi volare alto, altissimo, nei momenti di felicità, per poi farmi precipitare al suolo nei momenti di disperazione.
Perugia, mi vengono i brividi ogni volta che la nomino, con quell'aria così accogliente, la gente così genuina, il verde, le fontane, l'acquedotto, di nuovo i flash stanno prendendo il sopravvento! Non potrò mai dimenticare la panoramica su Assisi da casa mia, la gita a Tuoro sul Trasimeno, Castiglion del lago...il cinghiale che uscì dal canale, gli struzzi che provavano ad inseguirci...
Quante cose, quanti bei ricordi...tutti ormai lontani ma pur sempre vivi, presenti ed ogni volta coinvolgenti come se riaccadessero di nuovo...
Quanto mi manca passare una giornata al parco, un pomeriggio in giro per vivai, una serata a fare il cretino in piazza...
Ho questo grande difetto purtroppo...e me ne sto sempre di più rendendo conto con il passare degli anni: apprezzo sempre in ritardo quello che avrei dovuto valorizzare, le passioni che avrei dovuto portare avanti, le persone che non avrei dovuto perdere...
E in questi giorni, per l'ennesima volta, è accaduto ciò. Ancora una volta, nonostante tre anni di esperienze in più e tre città vissute in più, sono al punto di partenza, da solo, a cercare la luce di quell'alba atomica che non arriverà mai.
Una bellissima persona se ne andava definitivamente dalla mia vita, un'altra provava a farne parte a tutti i costi,forse nel momento più sbagliato, ed io che riuscii a perderle entrambe...io e la mia stupida capacità di buttare al vento tutto quello che di bello riesco a costruire...
Era il 2008, Perugia, ed un lampo di genio provocò qualcosa che ricordo ancora oggi con enorme piacere...ho in mente dei flash, ognuno che riporta a delle situazioni, a dei contesti e a delle sensazioni che mai avrei riprovato e ripercorso nel futuro...gli struzzi, la birra fruttata, il gelato, la passione per la politica, i sogni...
un susseguirsi di emozioni che cavalcavano l'onda della mia inesperienza facendomi volare alto, altissimo, nei momenti di felicità, per poi farmi precipitare al suolo nei momenti di disperazione.
Perugia, mi vengono i brividi ogni volta che la nomino, con quell'aria così accogliente, la gente così genuina, il verde, le fontane, l'acquedotto, di nuovo i flash stanno prendendo il sopravvento! Non potrò mai dimenticare la panoramica su Assisi da casa mia, la gita a Tuoro sul Trasimeno, Castiglion del lago...il cinghiale che uscì dal canale, gli struzzi che provavano ad inseguirci...
Quante cose, quanti bei ricordi...tutti ormai lontani ma pur sempre vivi, presenti ed ogni volta coinvolgenti come se riaccadessero di nuovo...
Quanto mi manca passare una giornata al parco, un pomeriggio in giro per vivai, una serata a fare il cretino in piazza...
Ho questo grande difetto purtroppo...e me ne sto sempre di più rendendo conto con il passare degli anni: apprezzo sempre in ritardo quello che avrei dovuto valorizzare, le passioni che avrei dovuto portare avanti, le persone che non avrei dovuto perdere...
E in questi giorni, per l'ennesima volta, è accaduto ciò. Ancora una volta, nonostante tre anni di esperienze in più e tre città vissute in più, sono al punto di partenza, da solo, a cercare la luce di quell'alba atomica che non arriverà mai.
GENNAIO 2011
DI RINCORSA
Pensi di star bene
e ti cade il mondo addosso.
Cerchi di riprenderti
e ti senti un miracolato.
Poi di nuovo giù
e su
e ancora problemi.
Il mio dubbio è questo:
è l'età,
è un modo di essere
o è semplicemente un periodo che passerà?
Cerco soluzioni,
mi sono stufato di rincorrere la vita.
AUTUNNO 2011
e ti cade il mondo addosso.
Cerchi di riprenderti
e ti senti un miracolato.
Poi di nuovo giù
e su
e ancora problemi.
Il mio dubbio è questo:
è l'età,
è un modo di essere
o è semplicemente un periodo che passerà?
Cerco soluzioni,
mi sono stufato di rincorrere la vita.
AUTUNNO 2011
PUNTO. E A CAPO
Eccomi qui, nel giorno più brutto (climaticamente parlando) della mia permanenza bolognese, a voler riprendermi in mano la vita. Dura come impresa eh? Soprattutto per un metereopatico come me.
Mi piace cominciare qualcosa di nuovo guardando a ciò che c’è stato fino al momento appena precedente, per valutare così la lungimiranza delle mie scelte e la causalità degli eventi che mi hanno portato alla situazione attuale.
E, tornando anche a spulciare nei miei ricordi più lontani, una cosa è certa: rimpianti non ne ho. Chiamatela impulsività, chiamatela pazzìa, chiamatela anche incoscienza, ma per me l’insieme di queste componenti è racchiuso in una sola parola: amore.
Una parola che conosco bene, sì, perché quest’anno è stato caratterizzato da movimenti, scelte, cambiamenti drastici e decisioni in sua funzione. Secondo voi devo pentirmene? Io penso di no, posso dormire sonni tranquilli se ripenso ai viaggi notturni in treno, al mese in un autogrill per prostitute, alle giornate infernali alla ricerca della casa, alla convinzione che il mio trasferimento a Bologna segnasse una svolta nella mia vita. Sì, per ora mi verrebbe da dire che l’unica svolta che ha segnato è il fallimento, visto che ho perso l’investimento più grande di questo anno passato, ma magari presto sorriderò e ringrazierò chi ha contribuito a rendermi la vita così piena e così bella, solo per aver avuto il merito di rispolverare dopo moltissimo tempo i lati più oscuri e più preziosi del mio cuore.
Una cosa è certa, non ne vale la pena soffrire e rinunciare alle mille occasioni che la vita ci offre, anche per chi come me vive di romanticismo, solo perché c’è un cuore che soffre a causa dell’amore.
Potrei tornare a scrivere migliaia di righe sull’argomento amore, tanto discusso (il più discusso del mondo per esser precisi), anche perché sarebbe molto carino paragonare i miei pensieri attuali a quello che scrissi qualche anno fa a riguardo, per di più in una situazione pressoché analoga.
Analoga perché il mio cuore era nella stessa situazione di sofferenza. Notti insonni, crisi nervose, rivoluzioni interiori mi perseguitavano, e rendevano quasi impossibile il proseguimento della mia esperienza perugina.
Un passo in avanti però è stato fatto, e per una testa calda come me vi assicuro non essere cosa da poco: penso con certezza di voler rimanere a Bologna e finalmente iniziare a godermi la vita della città più attiva d’Italia.
Come scrive Ruggeri e interpreta egregiamente Fiorella Mannoia,
“Se una mattina io
mi accorgessi che con l'alba sei partito
con le tue valigie verso un'altra vita
riempirei di meraviglia la città
Ma forse dopo un po'
prenderei ad organizzarmi l'esistenza
mi convincerei che posso fare senza
chiamerei gli amici con curiosità
e me ne andrei da qua
Cambierei tutte le opinioni
e brucerei le foto
con nuove convinzioni
mi condizionerei
forse ringiovanirei
e comunque ne uscirei”
Ecco, questa consapevolezza forse qualche anno fa non era ancora dentro di me, e ora invece è alla base della mia ripartenza.
Giusto perché sono un incurabile malinconico, vi riporto quello che scrissi qualche anno fa, un po’ più di tre, sull’amore.
"Intanto vi dico subito che per me è impossibile descrivere l'amore, posso però raccontarvi quello che mi passa nella testa quando sono innamorato...non vorrei sminuirlo con queste parole, cercherò di dargli tutta l'importanza che merita. In questo momento vivo l'amore come una corsa contro il tempo, come un sentimento da reprimere, bellissimo e altrettanto crudele. Fortuna sto imparando anche a viverlo serenamente, senza troppi pensieri e senza troppe seghe mentali, che fanno parte del lato negativo di quest'ultimo, e senza le quali però non ci può essere amore... Penso che se l'amore non ci rendesse totalmente nudi e impotenti non sarebbe amore; è vero, l'amore cambia completamente una persona, non la cambia all'infinito, ma la fa vivere come non avrebbe mai immaginato di vivere...è vero che gli innamorati diventano fanciulli, è vero che apprezzano delle cose che un non innamorato trova ridicole, è vero anche che chiunque cada nelle grinfie di questo straordinario sentimento non può prescindere più da esso, e nonostante tutte le sofferenze che provoca non vede l'ora di rimettersi in gioco e continuare a soffrire pur di vivere in sua balìa... Porto un esempio che mette in luce la mia infermità mentale (come mi ricordava molto carinamente una persona che è stata innamorata di me), però per me tanto indicativo sul senso dell'amore...io penso che non sono mai stato bene quanto lo ero dopo un litigio con la persona che amavo, per me era un momento troppo bello riappacificarci dopo esserci scannati...secondo me questa cosa c'entra proprio col discorso di quel professore universitario che dice che l'amore deve essere stimolato, deve essere un continuo altalenarsi di fortissime emozioni, belle fino a toccare il cielo e brutte fino a sprofondare nel centro della terra...e ha proprio ragione il prof quando dice che l'amore è come una borsa, ha dei picchi sia in basso che in alto...e sono loro a mantenere forte il sentimento. Ora si può parlare dell'amore...in un linguaggio che secondo me è lo stesso per tutte le età... L'AMORE E'... qualcosa di indescrivibile, qualcosa che viaggia anni luce lontano dalla razionalità, soprattutto all'inizio...ti spiazza completamente, non ti dà la possibilità di riflettere, è l'unico sentimento che ti mette in crisi con te stesso, che ti fa chiedere...che mi succede? l'amore è la prova reale che esisti e che sei un uomo, l'amore ti fa sognare, porta la mente in pochi attimi ad anni e anni più avanti...è quel sentimento che ti cattura e che non decidi di provare, provi e basta! Ti ci immergi dentro, diventa il tuo ossigeno, la tua risorsa, la tua ragione di vita... Questo è l'amore...lo si ritrova in tutte tutte le cose, nel profumo della pelle, nel cuore che esplode, in una stretta di mano, nell'aria, in un foglio bianco, nel mare, nel cielo...gli occhi innamorati vedono tutto sotto quest'ottica...un sms con scritto ti amo può risolvere il più grave litigio di questo mondo e un ti amo non detto può mettere in crisi la più solida delle storie d'amore...è questo allo stesso tempo il bello e il brutto di questo sentimento! Può durare pochissimi secondi come anche tutta la vita...il bello dell'amore è che non ha vie di mezzo...
... Spero che almeno chi ama e chi ha amato non mi troverà patetico, come invece suppongo mi trovi la maggior parte delle persone che leggerà questo intervento...potrei scrivere chilometri e chilometri di parole riferite all'amore...tutto riporta ad esso, è incredibile, quando una persona è innamorata guarda tutto in sua funzione...che bello che è l'amore...”
Questo è un intervento tratto da un mio vecchio blog, e quindi i riferimenti ad altri articoli è perché nel blog c’erano anche quelli. Presto forse ricomincerò a tenere un blog, e naturalmente confido nel vostro interesse e nel vostro appoggio!
Adios amigos!
Mi piace cominciare qualcosa di nuovo guardando a ciò che c’è stato fino al momento appena precedente, per valutare così la lungimiranza delle mie scelte e la causalità degli eventi che mi hanno portato alla situazione attuale.
E, tornando anche a spulciare nei miei ricordi più lontani, una cosa è certa: rimpianti non ne ho. Chiamatela impulsività, chiamatela pazzìa, chiamatela anche incoscienza, ma per me l’insieme di queste componenti è racchiuso in una sola parola: amore.
Una parola che conosco bene, sì, perché quest’anno è stato caratterizzato da movimenti, scelte, cambiamenti drastici e decisioni in sua funzione. Secondo voi devo pentirmene? Io penso di no, posso dormire sonni tranquilli se ripenso ai viaggi notturni in treno, al mese in un autogrill per prostitute, alle giornate infernali alla ricerca della casa, alla convinzione che il mio trasferimento a Bologna segnasse una svolta nella mia vita. Sì, per ora mi verrebbe da dire che l’unica svolta che ha segnato è il fallimento, visto che ho perso l’investimento più grande di questo anno passato, ma magari presto sorriderò e ringrazierò chi ha contribuito a rendermi la vita così piena e così bella, solo per aver avuto il merito di rispolverare dopo moltissimo tempo i lati più oscuri e più preziosi del mio cuore.
Una cosa è certa, non ne vale la pena soffrire e rinunciare alle mille occasioni che la vita ci offre, anche per chi come me vive di romanticismo, solo perché c’è un cuore che soffre a causa dell’amore.
Potrei tornare a scrivere migliaia di righe sull’argomento amore, tanto discusso (il più discusso del mondo per esser precisi), anche perché sarebbe molto carino paragonare i miei pensieri attuali a quello che scrissi qualche anno fa a riguardo, per di più in una situazione pressoché analoga.
Analoga perché il mio cuore era nella stessa situazione di sofferenza. Notti insonni, crisi nervose, rivoluzioni interiori mi perseguitavano, e rendevano quasi impossibile il proseguimento della mia esperienza perugina.
Un passo in avanti però è stato fatto, e per una testa calda come me vi assicuro non essere cosa da poco: penso con certezza di voler rimanere a Bologna e finalmente iniziare a godermi la vita della città più attiva d’Italia.
Come scrive Ruggeri e interpreta egregiamente Fiorella Mannoia,
“Se una mattina io
mi accorgessi che con l'alba sei partito
con le tue valigie verso un'altra vita
riempirei di meraviglia la città
Ma forse dopo un po'
prenderei ad organizzarmi l'esistenza
mi convincerei che posso fare senza
chiamerei gli amici con curiosità
e me ne andrei da qua
Cambierei tutte le opinioni
e brucerei le foto
con nuove convinzioni
mi condizionerei
forse ringiovanirei
e comunque ne uscirei”
Ecco, questa consapevolezza forse qualche anno fa non era ancora dentro di me, e ora invece è alla base della mia ripartenza.
Giusto perché sono un incurabile malinconico, vi riporto quello che scrissi qualche anno fa, un po’ più di tre, sull’amore.
"Intanto vi dico subito che per me è impossibile descrivere l'amore, posso però raccontarvi quello che mi passa nella testa quando sono innamorato...non vorrei sminuirlo con queste parole, cercherò di dargli tutta l'importanza che merita. In questo momento vivo l'amore come una corsa contro il tempo, come un sentimento da reprimere, bellissimo e altrettanto crudele. Fortuna sto imparando anche a viverlo serenamente, senza troppi pensieri e senza troppe seghe mentali, che fanno parte del lato negativo di quest'ultimo, e senza le quali però non ci può essere amore... Penso che se l'amore non ci rendesse totalmente nudi e impotenti non sarebbe amore; è vero, l'amore cambia completamente una persona, non la cambia all'infinito, ma la fa vivere come non avrebbe mai immaginato di vivere...è vero che gli innamorati diventano fanciulli, è vero che apprezzano delle cose che un non innamorato trova ridicole, è vero anche che chiunque cada nelle grinfie di questo straordinario sentimento non può prescindere più da esso, e nonostante tutte le sofferenze che provoca non vede l'ora di rimettersi in gioco e continuare a soffrire pur di vivere in sua balìa... Porto un esempio che mette in luce la mia infermità mentale (come mi ricordava molto carinamente una persona che è stata innamorata di me), però per me tanto indicativo sul senso dell'amore...io penso che non sono mai stato bene quanto lo ero dopo un litigio con la persona che amavo, per me era un momento troppo bello riappacificarci dopo esserci scannati...secondo me questa cosa c'entra proprio col discorso di quel professore universitario che dice che l'amore deve essere stimolato, deve essere un continuo altalenarsi di fortissime emozioni, belle fino a toccare il cielo e brutte fino a sprofondare nel centro della terra...e ha proprio ragione il prof quando dice che l'amore è come una borsa, ha dei picchi sia in basso che in alto...e sono loro a mantenere forte il sentimento. Ora si può parlare dell'amore...in un linguaggio che secondo me è lo stesso per tutte le età... L'AMORE E'... qualcosa di indescrivibile, qualcosa che viaggia anni luce lontano dalla razionalità, soprattutto all'inizio...ti spiazza completamente, non ti dà la possibilità di riflettere, è l'unico sentimento che ti mette in crisi con te stesso, che ti fa chiedere...che mi succede? l'amore è la prova reale che esisti e che sei un uomo, l'amore ti fa sognare, porta la mente in pochi attimi ad anni e anni più avanti...è quel sentimento che ti cattura e che non decidi di provare, provi e basta! Ti ci immergi dentro, diventa il tuo ossigeno, la tua risorsa, la tua ragione di vita... Questo è l'amore...lo si ritrova in tutte tutte le cose, nel profumo della pelle, nel cuore che esplode, in una stretta di mano, nell'aria, in un foglio bianco, nel mare, nel cielo...gli occhi innamorati vedono tutto sotto quest'ottica...un sms con scritto ti amo può risolvere il più grave litigio di questo mondo e un ti amo non detto può mettere in crisi la più solida delle storie d'amore...è questo allo stesso tempo il bello e il brutto di questo sentimento! Può durare pochissimi secondi come anche tutta la vita...il bello dell'amore è che non ha vie di mezzo...
... Spero che almeno chi ama e chi ha amato non mi troverà patetico, come invece suppongo mi trovi la maggior parte delle persone che leggerà questo intervento...potrei scrivere chilometri e chilometri di parole riferite all'amore...tutto riporta ad esso, è incredibile, quando una persona è innamorata guarda tutto in sua funzione...che bello che è l'amore...”
Questo è un intervento tratto da un mio vecchio blog, e quindi i riferimenti ad altri articoli è perché nel blog c’erano anche quelli. Presto forse ricomincerò a tenere un blog, e naturalmente confido nel vostro interesse e nel vostro appoggio!
Adios amigos!
AUTUNNO 2011
BILANCI DI INIZIO ANNO
Tutto cominciò in quella fatidica giornata di aprile, in cui io, con l’entusiasmo alle stelle, arrivai a bologna per allenarmi con la prima squadra lgbt di pallacanestro d’italia, il Boga Basket. Venne a prendermi stefano, andammo nella palestra del Cusb e già due ore dopo capii da molte sensazioni che quell’avventura sarebbe continuata con grande intensità e sarebbe diventata oggetto di grandi soddisfazioni e grandi delusioni.
Un anno bellissimo, dalla magnifica avventura a Colonia, al campionato 2010/2011 conclusosi con il primo posto in regular season, l’appoggio della Virtus Pallacanestro Bologna a garanzia di una meritata sicurezza ed un’altrettanto meritata visibilità dovuta soprattutto a noi stessi e alle nostre qualità cestistiche che ci hanno visto asfaltare il campionato.
Purtroppo però ad un certo punto qualcosa si ruppe, la voglia di ritrovarsi insieme andava scemando ed il nervosismo diventava il pane quotidiano dei nostri allenamenti…
…E questa era solo l’anteprima…
Un’anteprima di una vita che dal primo luglio ha preso pianta stabile nella Dotta, dopo un via-vai-ritorna Milano-Bologna-Milano che è durato abbastanza da farmi pensare di trasferirmi qui, in Emilia Romagna, dopo quasi tre anni di permanenza in Lombardia. Ovvio, quello che era stato per lungo tempo il motivo primario del mio vagabondaggio, si è trasformato poi in un sur plus rispetto a qualcosa di molto più importante.
Ebbene sì, è capitato di nuovo nonostante quello che avrei potuto pensare in tempi passati: la freccia di Eros mi ha colpito ancora. Ed ha creato un vero e proprio scossone, come possono testimoniare le foto della mia povera automobile deceduta ed i resti dei miei acciacchi fisici. Il 23 ottobre 2010, ahimè, il mio cuore ha ricominciato a battere, finchè pochi mesi dopo, sempre lui, il cuore, ha partorito l’idea di abbandonare tutto ciò che in tre anni avevo costruito nella metropoli milanese, per credere in qualcosa di più grande, più bello e molto più appassionante e rischioso dell’abitudinaria routine metropolitana-lavoro-casa.
Salto volontariamente un lasso di tempo enorme che ha visto succedere un’infinità di cose, per approdare nel recentissimo inizio d’estate, coinciso con il mio effettivo trasferimento a Bologna. Se giugno è finito con i buoni propositi che il bel tempo regala, luglio è iniziato davvero in modo pessimo, con un posto di lavoro allucinante, a combattere contro la maleducazione delle prostitute e la scarsa conoscenza del reato di furto da parte dei rom.
Ad aggiungersi a questo quadretto niente male c’erano le ansie dei momenti liberi, quelli in cui giravo per trovare una casa, una casa che fosse stato per me non avrei mai cercato.
Ci son voluti 26 giorni, dal primo luglio, per raddrizzare la china: sì, perché proprio in quei giorni si son risolti due grandi problemi, la casa, ma soprattutto, il lavoro. Licenziato dall’Autogrill più malfamato di Bologna, e assunto nel Grand Hotel Majestic, di contro il più prestigioso Hotel dell’Emilia Romagna.
I problemi però continuano, tornano a galla le incomprensioni, si acuiscono le discussioni, e la pace non arriva…chiarezza e sincerità sembrano essere un peso insostenibile invece di qualità da apprezzare...
SETTEMBRE 2011
Un anno bellissimo, dalla magnifica avventura a Colonia, al campionato 2010/2011 conclusosi con il primo posto in regular season, l’appoggio della Virtus Pallacanestro Bologna a garanzia di una meritata sicurezza ed un’altrettanto meritata visibilità dovuta soprattutto a noi stessi e alle nostre qualità cestistiche che ci hanno visto asfaltare il campionato.
Purtroppo però ad un certo punto qualcosa si ruppe, la voglia di ritrovarsi insieme andava scemando ed il nervosismo diventava il pane quotidiano dei nostri allenamenti…
…E questa era solo l’anteprima…
Un’anteprima di una vita che dal primo luglio ha preso pianta stabile nella Dotta, dopo un via-vai-ritorna Milano-Bologna-Milano che è durato abbastanza da farmi pensare di trasferirmi qui, in Emilia Romagna, dopo quasi tre anni di permanenza in Lombardia. Ovvio, quello che era stato per lungo tempo il motivo primario del mio vagabondaggio, si è trasformato poi in un sur plus rispetto a qualcosa di molto più importante.
Ebbene sì, è capitato di nuovo nonostante quello che avrei potuto pensare in tempi passati: la freccia di Eros mi ha colpito ancora. Ed ha creato un vero e proprio scossone, come possono testimoniare le foto della mia povera automobile deceduta ed i resti dei miei acciacchi fisici. Il 23 ottobre 2010, ahimè, il mio cuore ha ricominciato a battere, finchè pochi mesi dopo, sempre lui, il cuore, ha partorito l’idea di abbandonare tutto ciò che in tre anni avevo costruito nella metropoli milanese, per credere in qualcosa di più grande, più bello e molto più appassionante e rischioso dell’abitudinaria routine metropolitana-lavoro-casa.
Salto volontariamente un lasso di tempo enorme che ha visto succedere un’infinità di cose, per approdare nel recentissimo inizio d’estate, coinciso con il mio effettivo trasferimento a Bologna. Se giugno è finito con i buoni propositi che il bel tempo regala, luglio è iniziato davvero in modo pessimo, con un posto di lavoro allucinante, a combattere contro la maleducazione delle prostitute e la scarsa conoscenza del reato di furto da parte dei rom.
Ad aggiungersi a questo quadretto niente male c’erano le ansie dei momenti liberi, quelli in cui giravo per trovare una casa, una casa che fosse stato per me non avrei mai cercato.
Ci son voluti 26 giorni, dal primo luglio, per raddrizzare la china: sì, perché proprio in quei giorni si son risolti due grandi problemi, la casa, ma soprattutto, il lavoro. Licenziato dall’Autogrill più malfamato di Bologna, e assunto nel Grand Hotel Majestic, di contro il più prestigioso Hotel dell’Emilia Romagna.
I problemi però continuano, tornano a galla le incomprensioni, si acuiscono le discussioni, e la pace non arriva…chiarezza e sincerità sembrano essere un peso insostenibile invece di qualità da apprezzare...
SETTEMBRE 2011
L'ATTESA
Aspetto qualcuno
solo e triste,
malato della malattia più grande del mondo,
grande abbastanza da farmi rimanere col fiato sospeso,
non troppo forte da cancellare le sofferenze indirette che ne derivano.
Solo, sì, solo
Questa è la sensazione.
Arrampicato ad un muro inoppugnabile,
freddezza, distacco e indipendenza
son lì a farmi scivolare giù come la pece
non appena, in cima, sto per varcarlo.
Insicurezza, sì, la parola giusta.
Giusta per dire quanto costa
essere gli unici a combattere.
Contro chi?
Contro l’indifferenza,
contro qualcuno che ti dice che sta bene se ci sei,
ma sta altrettanto bene se vai via.
Qualcuno che tu, da sempre,
porti su un palmo di mano.
AUTUNNO 2011
solo e triste,
malato della malattia più grande del mondo,
grande abbastanza da farmi rimanere col fiato sospeso,
non troppo forte da cancellare le sofferenze indirette che ne derivano.
Solo, sì, solo
Questa è la sensazione.
Arrampicato ad un muro inoppugnabile,
freddezza, distacco e indipendenza
son lì a farmi scivolare giù come la pece
non appena, in cima, sto per varcarlo.
Insicurezza, sì, la parola giusta.
Giusta per dire quanto costa
essere gli unici a combattere.
Contro chi?
Contro l’indifferenza,
contro qualcuno che ti dice che sta bene se ci sei,
ma sta altrettanto bene se vai via.
Qualcuno che tu, da sempre,
porti su un palmo di mano.
AUTUNNO 2011
SOPRA IL GIORNO DI DOLORE CHE UNO HA
La giornata si sta concludendo, il 14 luglio è ormai alle spalle, ed il pericolo di commettere un'ulteriore cazzata a completare l'opera dei già tanti colpi di testa è superato...
Sono felicissimo che sia andato tutto al meglio, so che mi hai pensato e questo mi rende partecipe della festa. Il tuo ciclo si è concluso, a te che hai trovato la tua strada non miresta che fare il più grosso in bocca al lupo nella speranza che si realizzino i tuoi sogni professionali.
Ora mi metto a dormire provando ad immaginarti con la corona d'alloro e la felicità alle stelle...mi verranno in mente i primi momenti di noi...mi verrà in mente billy che russa nello studio, quei bei cortili romani dove ci siam conosciuti...e domattina, contento che per un attimo avrò ripercorso la nostra esperienza insieme,tornerò alla vita di sempre e tutto riprenderà una dimensione terrena e reale.
Il mio augurio termina qui...congratulazioni e ANDIAMO che la vita ci aspetta al varco! Forza che la sfida più grande ha inizio ora!!!
LAUREA ENRI
Sono felicissimo che sia andato tutto al meglio, so che mi hai pensato e questo mi rende partecipe della festa. Il tuo ciclo si è concluso, a te che hai trovato la tua strada non miresta che fare il più grosso in bocca al lupo nella speranza che si realizzino i tuoi sogni professionali.
Ora mi metto a dormire provando ad immaginarti con la corona d'alloro e la felicità alle stelle...mi verranno in mente i primi momenti di noi...mi verrà in mente billy che russa nello studio, quei bei cortili romani dove ci siam conosciuti...e domattina, contento che per un attimo avrò ripercorso la nostra esperienza insieme,tornerò alla vita di sempre e tutto riprenderà una dimensione terrena e reale.
Il mio augurio termina qui...congratulazioni e ANDIAMO che la vita ci aspetta al varco! Forza che la sfida più grande ha inizio ora!!!
LAUREA ENRI
TI SCATTERO' UNA FOTO
In questo popolatissimo sabato sera milanese, ricco di eventi per il salone internazionale del mobile, alla fine hanno prevalso la voglia e la necessità di restarmene solo soletto a casa, concedendomi un po' di malinconia che da tanto, troppo tempo, non ho avuto occasione di regalarmi. Che bello ripensare agli anni che passano...che bello ripensare alla beata e incontaminata adolescenza, alle amicizie, quelle che son rimaste nel tempo, quelle che si son consolidate col tempo...La sola cosa che mi viene da pensare in questo momento è: quanto sono stato e continuo ad essere fortunato a poter fare la vita che ho scelto, ad avere la famiglia che avrei voluto avere e a non essermi mai pentito delle scelte che ho fatto nonostante alcune di esse abbiano suscitato in me immenso dolore. Vorrei capire solo una cosa però...come si fa a non pensare alle cose che si è lasciati, come si fa ad andare avanti senza rimpiangere i luoghi dove si è vissuti...le amicizie non recuperate, le storie perdute, quelle mancate...come? La risposta la ho già..non si può. Non si può perchè ogni scelta comporta dei sacrifici, e questi sacrifici servono a raggiungere degli obiettivi. Interpretando a modo mio la massima machiavellica de "Il fine giustifica i mezzi" arrivo alla conclusione che la sofferenza è un percorso obbligato per arrivare alla felicità. La ruota gira di continuo, va in una direzione, gira al contrario, rispettando nella sua ciclicità l'alternarsi di queste due grandi forze. Da una parte la sofferenza, dall'altra la serenità. Sto diventando cinico, razionale e concreto anche nel modo di esprimermi...mi sto rendendo conto solo ora, dopo mesi e mesi di astinenza dalla scrittura, che non formulo più quelle proposizioni lunghissime, articolate, difficilissime da leggere e altrettanto insidiose da capire se non si faceva attenzione a dar loro l'intonazione che io volevo. Ora è tutto fatto di piccole composizioni di parole, pochi concetti, ognuno separato da dei segni di punteggiatura che prima erano assai più rari e non erano lì come dei "ferma-emozioni" che spezzano il mio pensiero in tante piccole parti frammentate e indipendenti l'una dall'altra. Ora ci sono lo studio, il lavoro, il tempo libero, lo sport, gli amici, ed il resto. Prima c'ero io, io e basta...bastava dire il mio nome per identificare una persona che amava diventare veterinario, che aveva una passione viscerale per la pallacanestro tanto da aver sacrificato la vita scolastica non solo per il profitto ma anche per le gite mancate e per le tante occasioni di divertimento e ricreazione che offriva. Gli amici erano inseriti nel mio meccanismo, contribuivano a rallegrare le mie giornate all'aria aperta con in mano una canna da pesca come anche le mattinate al mare all'insegna di interminabili sfide a beach-volley, erano parte integrante di me e non corpi estranei da proteggere sotto una campana di vetro come invece son diventati ora. Mi ritengo fortunatissimo per quelli che sono riuscito a mantenere, ma il mio pensiero malinconico di questa notte è per quelli che ho perso, per i grandi affetti mancanti all'appello delle persone a me care...per quelli che quando avrei voglia, purtroppo, non basta alzare la cornetta e comporre il numero per sentire le loro voci...perchè giustamente non risponderebbero... Mi consola solo sperare che un giorno questo mio bisogno compaia anche a loro, cosicchè sentano il desiderio di abbracciare una persona che li ha amati veramente e in modo sincero. notte a tutti! Adios amigos
LA MUSICA
LA MUSICA
Se dovessi raccontare come è andata, come sta andando e come voglio che andrà la mia vita penso che non basterebbero tutti i papiri che crescono lungo le sponde del Nilo (notoriamente il secondo fiume più lungo del mondo) per poterla descrivere, scrivere e immaginare...e forse nemmeno sarei abbastanza esaustivo...però penso che un modo ci sia per essere preciso anche più delle mie parole....questo modo si chiama MUSICA...certo, ci vorrebbero tanti ma tanti Compact Disk per poterla racimolare e raggruppare tutta...però penso che non ci sia modo più impeccabile di questo...sarebbe un calderone pieno di musiche di tutti i tempi, di tutti gli stili, di tutte le lingue....però aver fatto una cosa del genere significherebbe ripercorrere la propria vita nella maniera più piacevole...certo, si dovrebbero mettere a convivere musiche di quando facevo il chierichetto in Chiesa, magari cantate pure in latino, con canzoni stile Love Generation di quando andavo ai camp estivi di Pallacanestro, canzoni poetiche come quelle della Mannoia, di Vecchioni e di De Andrè, con canzoni decisamente meno poetiche come quelle della Carrà e della Rettore...canzoni tristi e malinconiche come quelle di Tiziano Ferro e Giorgia, con altre allegre tipo Gianna di Rino Gaetano...bisognerebbe riproporre all'interno dello stesso CD l'eterna lotta tra primedonne di Luciano Ligabue e Vasco Rossi, bisognerebbe rispolverare i vecchi dischi dei Litfiba, ricercare le tante canzoni fantastiche di Francesco Renga ed Elisa, bisognerebbe scomodare gli Skunk Anansie ed i Red Hot Chili Peppers, o i Morcheeba, gli U2, rianimare gente del calibro di Lucio Battisti e Bob Marley...ricercare titoli mai saputi di canzoni che, nonostante ci abbiano fatto compagnia più e più volte, non ricordiamo nemmeno...sarebbe un'operazione troppo complessa, pretenziosa e ambiziosa...ma sarebbe una splendida operazione!
Vorrebbe dire mettere la vita lì, chiuderla in un cofanetto pieno di CD, e riviverla ogni volta che si vuole...chissà che un giorno non mi ci metta veramente a fare questo lavoro...di certo avrà molto spazio dedicato a sè la grande Gianna Nannini...complice delle mie giornate più buie, e anche di quelle più belle...occuperebbero molta memoria anche le sigle dei cartoni animati, le colonne sonore dei film, le canzoni legate alle pubblicità, ognuna insomma ha contribuito a suo modo ad arricchire le mie giornate...che grazie al dono dell'udito sono spesso diventate magiche....
Concludo con le parole di una canzone molto particolare...che mi dà speranza e forza...
E ti diranno parole rosse come il sangue, nere come la notte
ma non è vero, ragazzo, che la ragione sta sempre col più forte;
io conosco poeti che spostano i fiumi con il pensiero,
e naviganti infiniti che sanno parlare con il cielo.
Chiudi gli occhi, ragazzo, e credi solo a quel che vedi dentro
stringi i pugni, ragazzo, non lasciargliela vinta neanche un momento
copri l’amore, ragazzo, ma non nasconderlo sotto il mantello;
a volte passa qualcuno, a volte c’è qualcuno che deve vederlo.
Sogna, ragazzo, sogna quando sale il vento nelle vie del cuore,
quando un uomo vive per le sue parole o non vive più.
Sogna, ragazzo, sogna, non lasciarlo solo contro questo mondo,
non lasciarlo andare, sogna fino in fondo, fallo pure tu!
Sogna, ragazzo, sogna quando cala il vento ma non è finita,
quando muore un uomo per la stessa vita che sognavi tu.
Sogna, ragazzo, sogna, non cambiare un verso della tua canzone,
non lasciare un treno fermo alla stazione, non fermarti tu!
Lasciali dire che al mondo quelli come te perderanno sempre,
perché hai già vinto, lo giuro, e non ti possono fare più niente.
Passa ogni tanto la mano su un viso di donna, passaci le dita;
nessun regno è più grande di questa piccola cosa che è la vita.
E la vita è così forte che attraversa i muri per farsi vedere;
la vita è così vera che sembra impossibile doverla lasciare;
la vita è così grande che “quando sarai sul punto di morire,
pianterai un ulivo, convinto ancora di vederlo fiorire”.
Sogna, ragazzo sogna, quando lei si volta, quando lei non torna,
quando il solo passo che fermava il cuore non lo senti più.
Sogna, ragazzo, sogna, passeranno i giorni, passerrà l’amore,
passeran le notti, finirà il dolore, sarai sempre tu …
Sogna, ragazzo sogna, piccolo ragazzo nella mia memoria,
tante volte tanti dentro questa storia: non vi conto più.
Sogna, ragazzo, sogna, ti ho lasciato un foglio sulla scrivania,
manca solo un verso a quella poesia, puoi finirla tu.
ADIOS AMIGOS
PRIMAVERA 2008
Se dovessi raccontare come è andata, come sta andando e come voglio che andrà la mia vita penso che non basterebbero tutti i papiri che crescono lungo le sponde del Nilo (notoriamente il secondo fiume più lungo del mondo) per poterla descrivere, scrivere e immaginare...e forse nemmeno sarei abbastanza esaustivo...però penso che un modo ci sia per essere preciso anche più delle mie parole....questo modo si chiama MUSICA...certo, ci vorrebbero tanti ma tanti Compact Disk per poterla racimolare e raggruppare tutta...però penso che non ci sia modo più impeccabile di questo...sarebbe un calderone pieno di musiche di tutti i tempi, di tutti gli stili, di tutte le lingue....però aver fatto una cosa del genere significherebbe ripercorrere la propria vita nella maniera più piacevole...certo, si dovrebbero mettere a convivere musiche di quando facevo il chierichetto in Chiesa, magari cantate pure in latino, con canzoni stile Love Generation di quando andavo ai camp estivi di Pallacanestro, canzoni poetiche come quelle della Mannoia, di Vecchioni e di De Andrè, con canzoni decisamente meno poetiche come quelle della Carrà e della Rettore...canzoni tristi e malinconiche come quelle di Tiziano Ferro e Giorgia, con altre allegre tipo Gianna di Rino Gaetano...bisognerebbe riproporre all'interno dello stesso CD l'eterna lotta tra primedonne di Luciano Ligabue e Vasco Rossi, bisognerebbe rispolverare i vecchi dischi dei Litfiba, ricercare le tante canzoni fantastiche di Francesco Renga ed Elisa, bisognerebbe scomodare gli Skunk Anansie ed i Red Hot Chili Peppers, o i Morcheeba, gli U2, rianimare gente del calibro di Lucio Battisti e Bob Marley...ricercare titoli mai saputi di canzoni che, nonostante ci abbiano fatto compagnia più e più volte, non ricordiamo nemmeno...sarebbe un'operazione troppo complessa, pretenziosa e ambiziosa...ma sarebbe una splendida operazione!
Vorrebbe dire mettere la vita lì, chiuderla in un cofanetto pieno di CD, e riviverla ogni volta che si vuole...chissà che un giorno non mi ci metta veramente a fare questo lavoro...di certo avrà molto spazio dedicato a sè la grande Gianna Nannini...complice delle mie giornate più buie, e anche di quelle più belle...occuperebbero molta memoria anche le sigle dei cartoni animati, le colonne sonore dei film, le canzoni legate alle pubblicità, ognuna insomma ha contribuito a suo modo ad arricchire le mie giornate...che grazie al dono dell'udito sono spesso diventate magiche....
Concludo con le parole di una canzone molto particolare...che mi dà speranza e forza...
E ti diranno parole rosse come il sangue, nere come la notte
ma non è vero, ragazzo, che la ragione sta sempre col più forte;
io conosco poeti che spostano i fiumi con il pensiero,
e naviganti infiniti che sanno parlare con il cielo.
Chiudi gli occhi, ragazzo, e credi solo a quel che vedi dentro
stringi i pugni, ragazzo, non lasciargliela vinta neanche un momento
copri l’amore, ragazzo, ma non nasconderlo sotto il mantello;
a volte passa qualcuno, a volte c’è qualcuno che deve vederlo.
Sogna, ragazzo, sogna quando sale il vento nelle vie del cuore,
quando un uomo vive per le sue parole o non vive più.
Sogna, ragazzo, sogna, non lasciarlo solo contro questo mondo,
non lasciarlo andare, sogna fino in fondo, fallo pure tu!
Sogna, ragazzo, sogna quando cala il vento ma non è finita,
quando muore un uomo per la stessa vita che sognavi tu.
Sogna, ragazzo, sogna, non cambiare un verso della tua canzone,
non lasciare un treno fermo alla stazione, non fermarti tu!
Lasciali dire che al mondo quelli come te perderanno sempre,
perché hai già vinto, lo giuro, e non ti possono fare più niente.
Passa ogni tanto la mano su un viso di donna, passaci le dita;
nessun regno è più grande di questa piccola cosa che è la vita.
E la vita è così forte che attraversa i muri per farsi vedere;
la vita è così vera che sembra impossibile doverla lasciare;
la vita è così grande che “quando sarai sul punto di morire,
pianterai un ulivo, convinto ancora di vederlo fiorire”.
Sogna, ragazzo sogna, quando lei si volta, quando lei non torna,
quando il solo passo che fermava il cuore non lo senti più.
Sogna, ragazzo, sogna, passeranno i giorni, passerrà l’amore,
passeran le notti, finirà il dolore, sarai sempre tu …
Sogna, ragazzo sogna, piccolo ragazzo nella mia memoria,
tante volte tanti dentro questa storia: non vi conto più.
Sogna, ragazzo, sogna, ti ho lasciato un foglio sulla scrivania,
manca solo un verso a quella poesia, puoi finirla tu.
ADIOS AMIGOS
PRIMAVERA 2008
TUTTO FINISCE, TUTTO PASSA, L'ACQUA SCORRE ED IL CUORE DIMENTICA
"Lo stupore della notte...spalancata...sul maaar...ci sorprese che eravamo...sconosciuti...io eee teee...poi nel buio le tue maniii d'improvvisooo sulle mieee...è cresciuto troppo in frettaaa...questo noooostro aaamorr!"
Sono queste le parole che mi ha fatto ascoltare il mio piccolo tesoro per farmi ricordare i primi momenti passati insieme...mi ricordo tutto come fosse ora...
arrivato a Roma, l'8 agosto, venne a prendermi in tiburtina...la mezz'ora passata in metro non finiva più; io guardavo lui, lui guardava me...il tutto intervallato dal passaggio frenetico delle persone attraverso le quali i nostri sguardi non smettevano mai di congiungersi l'un con l'altro...
arrivati a casa con il pullman di linea, giù a parlare ore e ore di tutte le nostre vicissitudini, come se stessimo parlando tra vecchi amici, senza minimi imbarazzi. Finalmente arrivò la sera, anzi, la notte, le tre di notte, e dopo aver portato il cagnolone a spasso, eccoci pronti per andare a letto...
Io stavo per appropinquarmi nello studiolo per lasciarmi andare tra le braccia di Morfeo quando un brivido mi attraversò il corpo...era lui, il mio amorino, non aveva sonno e voleva rimanere a parlare lì con me...
...io stavo morendo, ero tutto scombussolato ed il cuore batteva a mille...sì perchè lui, che tanto mi piaceva, si era allungato sul letto con me...
è stato bellissimo, minuti e minuti a parlare di noi con la pancia all'aria, uno di fianco all'altro... gli occhi puntati alle stelle che, vi assicuro, anche se eravamo sotto un tetto, sembravano assai vicine, quasi dentro alle pupille che brillavano come diamanti...eravamo un po' imbarazzati, è vero, ma solo perchè ci piacevamo, eravamo cotti....
...nessuno dei due lanciava sguardi all'altro, nessuno risultava invadente; è stato tutto così naturale... per primo lui si è adagiato su un fianco, finendo per guardare il mio lato...ero combattuto se farlo anch'io oppure no...poi l'istinto ha prevalso ed ecco che eravamo fronte a fronte sul letto, a dividerci un cuscino che presto sarebbe diventato un inutile giaciglio...
intanto passavano i minuti, c'era un silenzio quasi magico, in cui si alternavano piccoli accenni di movimento dall'una e dall'altra parte di quello che di lì a pochi giorni sarebbe diventato un unico grande cuore, composto da due persone che mai avevano pensato prima che si potesse amare fino a tal punto...
continuava lento e imperterrito questo continuo e reciproco avvicinamento, finchè ho sentito il suo ginocchio urtare nel modo più piacevole e sensuale il mio, e lì mi sono lasciato andare...
...la mia gamba è finita tra le sue, lentamente si sono incontrate e strette tra loro anche le nostre braccia...è stato un intercalare di sensazioni fortissime, mai provate prima; ho capito che il destino era dalla nostra parte...
...presi dalla foga del momento ci siamo spogliati, abbiamo scoperto e scovato ogni lato del nostro corpo, ci sentivamo come due bambini alla scoperta di un mondo nuovo, un mondo che avrebbe presto riempito, nel bene e nel male, le nostre vite...
il bacio, sì, l'atto d'amore che volevo e cercavo con tutto me stesso, era visto da lui come un trauma da evitare...gli faceva così strano sfiorare con la sua bocca un mento barbuto che cercava in ogni modo di sfuggire...fino a che dopo tanti tentativi superammo anche quell'ostacolo psicologico e tutto assunse una fattezza divina...perchè nelle dodici ore successive non smettevamo più di congiungere le nostre labbra...
".......la magìa purtroppo ebbe fine....e nonostante questo posso dire di portare per sempre un ricordo a dir poco speciale e di aver riservato un posto d'onore per quella che purtroppo o per fortuna è stata ed è la persona più importante della mia vita..."
Sono queste le parole che mi ha fatto ascoltare il mio piccolo tesoro per farmi ricordare i primi momenti passati insieme...mi ricordo tutto come fosse ora...
arrivato a Roma, l'8 agosto, venne a prendermi in tiburtina...la mezz'ora passata in metro non finiva più; io guardavo lui, lui guardava me...il tutto intervallato dal passaggio frenetico delle persone attraverso le quali i nostri sguardi non smettevano mai di congiungersi l'un con l'altro...
arrivati a casa con il pullman di linea, giù a parlare ore e ore di tutte le nostre vicissitudini, come se stessimo parlando tra vecchi amici, senza minimi imbarazzi. Finalmente arrivò la sera, anzi, la notte, le tre di notte, e dopo aver portato il cagnolone a spasso, eccoci pronti per andare a letto...
Io stavo per appropinquarmi nello studiolo per lasciarmi andare tra le braccia di Morfeo quando un brivido mi attraversò il corpo...era lui, il mio amorino, non aveva sonno e voleva rimanere a parlare lì con me...
...io stavo morendo, ero tutto scombussolato ed il cuore batteva a mille...sì perchè lui, che tanto mi piaceva, si era allungato sul letto con me...
è stato bellissimo, minuti e minuti a parlare di noi con la pancia all'aria, uno di fianco all'altro... gli occhi puntati alle stelle che, vi assicuro, anche se eravamo sotto un tetto, sembravano assai vicine, quasi dentro alle pupille che brillavano come diamanti...eravamo un po' imbarazzati, è vero, ma solo perchè ci piacevamo, eravamo cotti....
...nessuno dei due lanciava sguardi all'altro, nessuno risultava invadente; è stato tutto così naturale... per primo lui si è adagiato su un fianco, finendo per guardare il mio lato...ero combattuto se farlo anch'io oppure no...poi l'istinto ha prevalso ed ecco che eravamo fronte a fronte sul letto, a dividerci un cuscino che presto sarebbe diventato un inutile giaciglio...
intanto passavano i minuti, c'era un silenzio quasi magico, in cui si alternavano piccoli accenni di movimento dall'una e dall'altra parte di quello che di lì a pochi giorni sarebbe diventato un unico grande cuore, composto da due persone che mai avevano pensato prima che si potesse amare fino a tal punto...
continuava lento e imperterrito questo continuo e reciproco avvicinamento, finchè ho sentito il suo ginocchio urtare nel modo più piacevole e sensuale il mio, e lì mi sono lasciato andare...
...la mia gamba è finita tra le sue, lentamente si sono incontrate e strette tra loro anche le nostre braccia...è stato un intercalare di sensazioni fortissime, mai provate prima; ho capito che il destino era dalla nostra parte...
...presi dalla foga del momento ci siamo spogliati, abbiamo scoperto e scovato ogni lato del nostro corpo, ci sentivamo come due bambini alla scoperta di un mondo nuovo, un mondo che avrebbe presto riempito, nel bene e nel male, le nostre vite...
il bacio, sì, l'atto d'amore che volevo e cercavo con tutto me stesso, era visto da lui come un trauma da evitare...gli faceva così strano sfiorare con la sua bocca un mento barbuto che cercava in ogni modo di sfuggire...fino a che dopo tanti tentativi superammo anche quell'ostacolo psicologico e tutto assunse una fattezza divina...perchè nelle dodici ore successive non smettevamo più di congiungere le nostre labbra...
".......la magìa purtroppo ebbe fine....e nonostante questo posso dire di portare per sempre un ricordo a dir poco speciale e di aver riservato un posto d'onore per quella che purtroppo o per fortuna è stata ed è la persona più importante della mia vita..."
DICEMBRE 2006
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